Il Tirreno

in piazza verdi

Le polemiche allungano la festa di Capodanno

Alessandro De Gregorio
La festa di Capodanno a Piombino (foto Paolo Barlettani)
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La festa di Capodanno a Piombino (foto Paolo Barlettani)

L'organizzatore: "Non è stato un flop". Il vicesindaco: "C'era meno gente, ma si gelava"

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PIOMBINO. Un record lo ha battuto, questo Capodanno: è stato il più lungo, anche se dal punto di vista delle polemiche che proprio non riescono a placarsi. Se ne discute soprattutto sui social,  nella piazza virtuale di facebook, con l’inevitabile contrapporsi tra quelli che vedono il bicchiere mezzo vuoto e quelli che lo vedono mezzo pieno.

Mezza piena era piazza Verdi, o almeno non era stracolma come negli anni passati. Lo ha ammesso anche il vicesindaco Stefano Ferrini sul Tirreno. Ma il nostro titolo non è piaciuto ad Andrea Fornai, uno degli organizzatori di questo New Year Juke Box, lo spettacolo misto tra musica dal vivo e dj set. Spettacolo che nelle intenzioni doveva rovesciare in città la movida della costa da Livorno a Grosseto. Così non è stato.

Fornai parla di “serata da località sciistica, 0 gradi costanti e ventosi, mille persone e forse di più in piazza dalle 23, 12.000 euro risparmiati rispetto alla media degli scorsi 10 anni. Se i piombinesi si aspettavano i fuochi mi dispiace, ci sono scelte dure che ci aspettano. Anch’io sono piombinese e il mio lavoro è proprio nel mondo della cultura e dello spettacolo, uno tra i più tartassati in questo paese”.

“Non fare spettacoli pirotecnici – prosegue Fornai - ci ha consentito di risparmiare molto, oltre 12mila euro rispetto agli anni dell'amministrazione precedente in cui si è speso in media 37mila euro solo per gli spettacoli musicali. Sono stato al freddo tutta la notte, come le band, bravissime e capaci di far ballare, e i dJ di Radio 105, marchio nazionale che ci ha accompagnati nelle scorse settimane con spot e inviti a venire a Piombino. Non ci sto a tacere di fronte alla parola flop che questo giornale ha utilizzato per Piombino, dimenticandosi di farlo per altre località limitrofe dove è andata molto peggio e dove alcuni miei colleghi si sono trovati in grande difficoltà. Non è stato un flop”.

In realtà flop ce ne sono stati parecchi in giro e lo abbiamo raccontato. Ma secondo Fornai “il Comune di Piombino questa volta ha fatto una scelta condivisibile e saggia, per quanto travolta dalle polemiche di una cittadinanza forse delusa, ma a mio avviso molto pretenziosa. Ho letto ciò che scrivono i Cinque stelle, ho letto che si doveva fare diversamente e che si stava spendendo troppo, quando in realtà non è andata così. Si è speso meno e meglio, facendo lavorare tutte realtà piombinesi alla costruzione dell'iniziativa, vanto che non tutti i comuni possono arrogarsi. La Proloco di Piombino, Francesco Bernazzi di West Audio, Giovanni Germanelli, l'associazione Nojerksite di Riotorto, piombinesi anche i ragazzi della security. Il Comune ha speso 25mila euro e li ha spesi sul territorio del comune, in parte anche per le band, tutte eccellenze locali che avevano anche piombinesi tra le fila. Unica eccezione Radio 105, il marchio nazionale scelto come partner”.

Una replica anche a Giovanni Sironi di Forza Italia (“dichiarazioni del tutto fuori linea”), poi un’altra osservazione sui fuochi pirotecnici: “costano molto e, anche avendo scelto di fare band locali e di rinunciare al nome nazionale per l'esibizione dal vivo, si parlava di Bobo Rondelli in principio, non c'era la volontà della giunta, non c'era la volontà del sindaco e non c'era la volontà degli organizzatori. Nessuno aveva intenzione di fare i fuochi, la scelta è stata presa molto tempo prima delle polemiche e dei post su Facebook.

Insomma, per Fornai “non è stato un flop”.

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Torna sull’argomento anche il vicesindaco Stefano Ferrini: “Non vorrei si scambiasse un'analisi su di un avvenimento con un messaggio del tipo "abbiamo sbagliato tutto", perché non è così. La scelta di questo anno era di una festa diversa dal passato, con band che facessero musica ballabile da tutti seppure rivisitata a partite dalle 22,30 e con uno spazio per i più giovani con una radio e un dj di caratura nazionale in tarda serata. Credo che band e dj abbiano fatto egregiamente la loro parte. Chi c'era in gran parte mi pare si sia divertito. C'erano però meno persone degli anni passati. C'erano però anche 0 o meno gradi e questo credo sia oggettivo che abbia influito. Poi, può essere che l'assenza dei fuochi, con le relative polemiche, abbia anch'essa influito".

"Sarebbe stupido - prosegue - arroccarsi e negare che questa combinazione non possa aver spinto molte persone a starsene in casa. Ma proprio perché c'è un'ordinanza che vieta negli altri giorni l'uso dei petardi, e dato che un controllo severo sarebbe stato pressoché impossibile il 31, abbiamo scelto di non fare i fuochi per provare a dare un esempio, invitando i cittadini a rinunciarvi come il Comune rinunciava ai fuochi, sicuro elemento di spettacolo. Ci siamo riusciti? Questo non lo so e quindi vale la pena rifletterci, ma senza guerre di religione, sinceramente sopra le righe da come appaiono sui social network. Quanto ai costi, 25mila euro sono 12.13mila euro in meno della media degli ultimi 10 anni, calcolata senza i fuochi. E ogni evento va visto con quello che offre in termini di band live piuttosto che solo dj, con le strutture che utilizza, con la promozione che viene effettuata, con dei costi che negli ultimi due anni sono aumentati. Pere e mele non si possono confrontare”.

IL COMMENTO "Queste polemiche infinite"

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“Il Comune però è di tutti – conclude Ferrini - anche di quelli che spopolano sui social network e in cattivissima fede fanno guazzabugli. Con tutti, gli uni e gli altri, vogliamo confrontarci. Laicamente, senza fare guerre di religione, nella massima civiltà e democrazia possibili, sapendo che ognuno di noi può sbagliare. Noi ci siamo e la faccia ce la mettiamo. Sempre”.

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