Il Tirreno

«Scuole Marconi, vogliamo i numeri»

Il Comitato per Campiglia torna all’attacco: un’operazione sbagliata che non convince

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VENTURINA. Il Comitato per Campiglia torna sulla vicenda delle scuole Marconi: «Un cittadino qualunque rimane stupefatto dal modo improvvisato e scorretto con il quale è portato avanti il dibattito sulla eliminazione della scuola Marconi dall'attuale sede. Chiunque, quando fa una scelta, anche in sede familiare, prima cerca di capire quali sono i benefici e i costi e solo dopo fa una scelta in base al proprio budget e a quelle che considera le sue priorità. In questo modo c'è chi capisce che non può permettersi un figlio e un Suv e alla fine sceglierà di farsi o l'uno o l'altro. Nel caso delle Marconi né in consiglio comunale né in altre sedi si è sentito un numero che sia un numero. Da una parte, l'Amministrazione parla di risparmio sul trasporto scolastico, di ottimizzazione nella conduzione scolastica e didattica, di costi di costruzione inferiori di quelli di messa a norma dell'edificio attuale, dall'altra parte, l'opposizione denuncia lo spreco di verde pubblico, la perdita della funzione pubblica di un edificio che per Venturina è storico, la mancanza di dati certi, e chiede di rimettere in discussione la scelta. L'Amministrazione risponde che la scelta fatta nel Regolamento urbanistico è stata molto ponderata e si deve andare avanti. Considerando che il Ru si è dimostrato un totale fallimento nelle previsioni di uno sviluppo edilizio inesistente e costruito nella speranza di raccattare un po’ di soldi dagli oneri di urbanizzazione, il mantra della intoccabilità delrRegolamento stesso, che tra l'altro è in scadenza, non convince. Resta il fatto che nessuno ha presentato ai cittadini un minimo di previsioni di spesa per capire se Campiglia, in questo momento può permettersi indebitamenti e utilizzo di presunti finanziamenti regionali, che comunque sono sempre soldi dei cittadini toscani e non di un ente di beneficenza. Chiediamo all'Amministrazione e alle opposizioni di fornire ai cittadini un elenco dei costi e dei benefici in modo che questi possano decidere cosa sia meglio fare senza dare assegni in bianco basati su chiacchere di tipo elettorale».

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