Finanza
Lo "sciopero" dei carrattrezzi
L'Aci propone tagli dei costi agli operatori del soccorso stradale e questi non firm ano la nuova convenzione: possibili brutte sorprese per gli automobilisti
PIOMBINO. L’intervento del soccorso Aci non è assicurato. Oltre 150 Centri Delegati ACI che compongono il network di soccorso agli automobilisti sull'intera rete autostradale italiana hanno deciso di non accettare il rinnovo, definito senza mezzi termini «capestro», dell'accordo quadro recentemente imposto dalla dirigenza della società che fa capo ad Aci Italia. Gli effetti per gli automobiloisti si potrebbere fin dai primi giorni del 2015.
La convenzione infatti, è valida fino a stasera. La mappa stilata dai delegati che non hanno aderito al ronnovo, è ampia. Include una buona parte della rete autostradale. Ed anche il comprensorio dove le due imprese delegate - l’autofficina Rovini a Piombino e Zucchelli a San Vincenzo - hanno deciso di non firmare. E allora, cosa potrebbe succedere se da domani, nel pieno dell'ultimo esodo per le vacanze di Capodanno, suonassero a vuoto le chiamate di richiesta d'assistenza dal Brennero al Centro Italia, dall'Autostrada del Sole a quella dei Fiori? Alla luce della nuova proposta contrattuale, considerata dai Centri Delegati fortemente peggiorativa in termini di garanzie e opportunità rispetto a quella che sino ad oggi li ha vincolati ad Aci Global, il rischio è concreto a partire proprio da Capodanno. Si legge in una nota. «Vani sono stati, finora, i tentativi di mediazione portati avanti dal gruppo dei centri di assistenza, a causa del muro di gomma alzato dai vertici di Aci Global, anche alla luce dei tempi molto stretti con cui è stata proposta la bozza di rinnovo dell'accordo quadro».
«L'unica alternativa offerta dal presidente Marco Franzoni e dall'amministratore delegato Ludovico Maggiore è stata quella di sottoscrivere il contratto come proposto il che significa prendere atto che a partire dal 1° gennaio 2015 dovrà essere necessariamente interrotto da parte dei Centri Delegati qualsiasi servizio a favore di Aci Global».
«Per effetto dell'avvenuta cessazione del contratto in vigore - spiega Antonio Giuffrida, titolare dell'omonimo studio legale milanese che tutela gli oltre 150 Centri Delegati - la decisione di ACI Global, quindi determina di fatto la brusca interruzione del servizio sin qui reso, con conseguenze sulla cui gravità non occorre che mi dilunghi, vista l'estensione della rete autostradale che rimarrebbe d'emblée priva di assistenza». «Una cosa, intanto, l’Aci Global l’ha ottenuta: ha compattato la nostra categoria contro delle richieste che definire penalizzanti è riduttivo», commenta Lisa Rovini, dell’omonima officina piombinese.
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