Il Tirreno

«Piombino è pronta, è l’anno della svolta»

di Guido Fiorini

Dopo sei mesi di lavoro sotto traccia il sindaco Giuliani guarda al futuro: c’è da attuare l’Accordo di programma. Subito le bonifiche

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PIOMBINO. Sei mesi di gestione dell’emergenza, di lavoro sotto traccia, di “gettate” di fondamenta per una nuova Piombino che, nel 2015, dovrebbe ricominciare, se non a correre, almeno a camminare, se non a sognare, almeno a sperare un futuro meno difficile: nel bilancio di fine 2014 il sindaco Massimo Giuliani disegna un primo risultato che assomiglia molto a un semino piantato in una terra fertile, ma che dovrà esser ben annaffiato e curato perché diventi pianta.

E lo fa raccontando sei mesi nei quali, senza grandi proclami, lui e la giunta hanno lavorato in più direzioni per progettare una nuova città e metterla nelle condizioni di avere almeno due offerte importanti, Cevital e Jindal, per far ripartire quella siderurgia che sarà sempre il motore dell’economia del promontorio, sia pur con una percentuale diversa sul totale e, si spera, anche con minor impatto sull’ambiente.

Tante offerte e tante bufale. Eppure le difficoltà non sono mancate, se è vero che «Lo dico solo adesso – esordisce il sindaco Giuliani –, ma per la Lucchini abbiamo avuto almeno una trentina di offerte, non solo due. Una quindicina le abbiamo scartate a priori, erano improponibili. E fra le restanti ce n’erano almeno 6-7 del tenore della bufala di Khaled (il finto imprenditore arabo che si propose di acquistare l’azienda all’inizio del 2014, ndr). Però per capirlo ci abbiamo messo del tempo. E alla fine sono rimaste solo le due serie e su quelle siamo andati avanti».

La vera crisi. La crisi, quella vera, con centinaia di famiglie in difficoltà ad arrivare alla fine del mese, con le code sempre più lunghe alla mensa della Caritas, a Piombino è arrivata proprio dopo le elezioni di maggio: «E non è stato facile gestirla – dice ancora il primo cittadino –, avevamo di fronte una vera e propria emergenza, Piombino pareva sull’orlo del baratro. Così abbiamo investito sulla progettazione della città, seguendo la scia di quanto aveva iniziato a fare il mio predecessore Gianni Anselmi. Adesso invece ci aspetta la sfida di trasformare in atti concreti quanto abbiamo scritto nell’Accordo di programma. Però chi diceva che quelli erano solo fogli di carta vuoti adesso deve ricredersi. Se non ci fossero state quelle pagine, condivise con Regione e Governo, non avremmo trovato neppure le manifestazioni di interesse».

I primi mesi del 2015. I primi nodi da sciogliere sono la sostanza dell’Accordo di programma: «Ora devono partire in fretta i bandi per le bonifiche e quelli per le aziende disposte a investire e diversificare, sono state tante quelle che hanno manifestato interesse. Poi dobbiamo accelerare i tempi per la nuova statale 398, per il polo energetico e per facilitare l’insediamento delle piccole e medie aziende che sono attratte dalle nuove potenzialità del porto».

Proprio il porto, che anche a Cevital interessa almeno quanto l’acciaio, può essere il secondo motore dell’economia locale: «I fondali di venti metri sono rari in Italia. Noi li avremo. Questo, insieme al nuovo piano regolatore dell’area, sta già muovendo molti interessi. Nello “sblocca Italia” che varerà il Governo c’è anche un progetto per far arrivare le crociere da noi».

Il turismo. Piombino vuole tornare al centro del territorio, come capoluogo dell’alta Maremma e in sinergia con il nord della Provincia e con l’asse Grosseto-Siena: «Pensiamo che Parchi Val di Cornia, in accordo con gli assessorati al turismo dei Comuni della zona, possa avere un ruolo chiave anche nella promozione del territorio. Stiamo lavorando a un progetto di marketing che darà spazio anche a lavoro giovanile e potrà intercettare fondi europei».

Qualche spina. Certo la carne al fuoco è tanta e i tempi sono abbastanza stretti. Mentre i soldi in cassa sono sempre meno. Non lo nega il sindaco: «Non abbiamo molte risorse per fare investimenti, saranno il minimo indispensabile. La spesa corrente dovremo tagliarla di altri due milioni di euro. Rispetto a 10 anni fa abbiamo a disposizione circa il 30% in meno che, attualizzando i conti rispetto all’aumento dei costi, vuol dire il 40-45%. Dovremo fare i salti mortali per continuare a dare i servizi ai cittadini, mi auguro che capiscano che la crisi c’è per tutti».

Altro problema è la macchina comunale, che dovrà dare risposte veloci: «Stiamo preparando un piano del personale che dovrebbe dare maggiore efficienza ai nostri uffici. Anche in questo caso le risorse non sono molte, ma pensiamo che il Comune, nel 2016, possa tornare ad assumere, per inserire in organico giovani preparati e motivati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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