Sicurezza
Minitredicesima e futuro buio per i 66 operai 3Emme
Uno dei sindacati chiede al prefetto di intervenire nella crisi che rischia ormaidi tgravolgere l'azienda dell'indotto ex-Lucchini
PIOMBINO. Non hanno avuto neanche i ratei di tredicesima che avevano maturato. Trecento euro sì e no. Un altro annuncio finito nel vuoto, dopo i ritardi cronici nei pagamenti. Il travaglio per i 66 lavoratori della 3 Emme continua. E le prospettive non sono destinate a migliorare.
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Nonostante le pressioni e i tentativi di trovare uno sbocco in cui si è impegnato anche il sindaco, Massimo Giuliani. Perchè i soldi non ci sono. E vacillano le possibilità, in un futuro in chiave Cevital, di mantenere l’appalto. All’indirizzo mail del prefetto è giunto un nuovo messaggio. Stavolta il mittente è Slai Cobas, a cui si sono rivolti alcuni degli operai dell’impresa di manutenzioni attiva fino allo spegnimento dell’altoforno. Per inciso, un lavoro pesante e disagiato.
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Il responsabile dell’ufficio vertenze del sindacato di base, Giancarlo Chiarei, sollecita un incontro spiegando le difficoltà gravi dei lavoratori e il loro stato d’animo compromesso dalla mancanza di un briciolo di certezze. A partire dal fatto che neanche la cassa integrazione straordinaria è stata pagata peer essere sostituita, almeno in parte, dal prestito ottenuto a tasso zero dalle banche attraverso l’accordo della Regione con Fidi Toscana. Settecento euro saliti per un paio di mesi a 890 per effetto di un anticipo del Tfr, subito ricongelato. Nei lavoratori cresce la consapevolezza che il futuro piombinese dell’azienda sia compromesso.
Col rischio che lo siano anche le spettanze dei lavoratori a causa del debito che 3 Emme ha con gli istituti previdenziali. Un percorso caldeggiato da Slai Cobas è quello dell’apertura della procedura di mobilità, con cui una decina di persone potrebbero uscire, alleggerendo i problemi di chi rimane. Neanche Vincenzo Renda (segretario provinciale Uilm) nasconde la preoccupazione. «Prima che decollino i progetti Cevital dovremo affrontare un periodo pesante. L’impegno di Fim, Fiom e Uilm è quello di non lasciare nessuno in mezzo alla strada. Le bonifiche potrebbero essere lo strumento giusto per mantenerlo».
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