PIOMBINO. Cevital a parte, una grossa fetta del rilancio della città passa per la diversificazione. Acciaio al centro dell’economia, quindi, ma già gli stessi algerini arrivano con un progetto che abbraccia anche la logistica e l’agroalimentare.
Per tutti gli altri settori, dal turismo ai servizi, l’Accordo di programma prevede incentivi importanti. E li prevede per gli imprenditori che siano disposti a investire in città pescando la forza lavoro dall’indotto Lucchini.
Per gli insediamenti delle nuove imprese, però, serve un’area dedicata. Che potrà essere in parte negli spazi lasciati liberi da Cevital nel perimetro della fabbrica, peraltro ancora da definire, che sarà anche nella zona del porto, ma che per la parte maggiore sarà a Colmata-Gagno, all’ingresso della città. Un’area dedicata agli insediamenti produttivi già dalla giunta Anselmi. Ma che adesso dovrà essere completata in fretta.
«Quella zona - spiega il vicesindaco Stefano Ferrini -, sono parecchi ettari, è per 3 quarti pubblica e per un quarto privata. Ha già la destinazione d’uso per insediamenti produttivi ed è stata data in gestione, dalla precedente Amministrazione, alla Contadina Toscana Srl. Fra Comune e questa società c’è una convenzione».
La Contadina Toscana srl, presieduta dall’avvocato pisano Paolo Feroci, ha nel consiglio anche l’architetto piombinese Anna Marrocco. Prima della crisi Lucchini pareva che i tempi per adeguare l’area potessero essere lunghi. Adesso il Comune vuole (e deve) accelerare.
«La convenzione con il Comune risale al marzo del 2013. E prevede che sia proprio la Contadina srl a provvedere all’urbanizzazione dell’area, che ancora manca. A noi quella zona serve in fretta, visto che a Invitalia erano arrivate una sessantina di manifestazioni di interesse per Piombino. E finché non avremo gli spazi, non potremo fare il bando vero e proprio».
Per questo il Comune ha parlato con la società ed ha chiesto di avere, entro il mese di gennaio, una prima bozza di piano attuativo dell’intera zona: «Servirà una prima preselezione delle aziende - dice ancora Ferrini -, per capire le esigenze, il dimensionamento, le infrastrutture necessarie. Insomma, per farci un’idea più precisa di quello che servirà».
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Poi c’è il problema dei costi. Urbanizzare un’area di tali dimensioni non è cosa di poco conto: «Abbiamo chiesto alla Regione, in vari incontri con l’assessore Simoncini, di poter utilizzare una parte dei 32,2 milioni di euro che sono destinati alla diversificazione proprio all’urbanizzazione della zona di Colmata-Gagno. Sono circa 8-9 milioni di euro. Inoltre abbiamo chiesto, visto che sono fondi europei che vanno rendicontati nel giro di due anni, di allungare un pochino i tempi per la conclusione dell’intervento».
Ultimo aspetto da definire è in che modo gli spazi saranno assegnati alle aziende: «Già la giunta Anselmi aveva pensato di non vendere le aree alle singole aziende, ma di prevedere una forma di affitto dei terreni con una tariffa omnicomprensiva. Siamo anche noi convinti che in questo modo gli imprenditori abbiano meno spese e quindi siano ancora più incentivate a venire a Piombino. Ricordo che saranno premiate quelle imprese che assumeranno direttamente dall’indotto della ex Lucchini. Insomma, questa deve essere una risposta per quei lavoratori che sono a casa e hanno meno tutele perché erano impiegati in aziende piccole. Per questo stiamo cercando di fare in fretta».
Il bando vero e proprio, quindi, potrebbe esser fatto entro qualche mese.«Quando avremo il piano attuativo definitivo per l’area ci sarà il bando. Lo farà direttamente la Contadina Toscana srl, come da convenzione con il Comune»