Il Tirreno

«Acciaio-edilizia è un modello non più sostenibile»

di Annalisa Mastellone

Turismo, promozione, recupero del patrimonio edilizio Bilancio dei primi mesi di opposizione secondo Scafaro (Cdc)

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CAMPIGLIA. «Il nostro lavoro si è concentrato maggiormente sulla sollevazione di alcuni problemi che esistono nel nostro comune e in generale nella Val di Cornia. E non è mancata la nostra spinta propositiva».

E’ con questa premessa che la lista civica Comune dei cittadini traccia il resoconto dei primi mesi tra i banchi dell’opposizione.

Tra le proposte fatte: riduzione della Tasi utilizzando l’avanzo di amministrazione 2013 (un milione di euro), esenzione dalle tasse per le nuove attività aperte da under 35, richiesta di avviare subito il percorso dell’Unione dei Comuni.

E ancora, ricorda la lista, un ordine del giorno sul dissesto idrogeologico per chiedere all’amministrazione comunale di intervenire con celerità nelle zone più colpite, e avviare a livello comprensoriale uno studio per la messa in sicurezza del territorio.

C’è poi la petizione popolare per fermare la vendita delle scuole Marconi, e le varie interpellanze, tra cui quelle su: situazione societaria dell’Asiu, tariffe Asa, servizio di trasporto scolastico, stato di manutenzione parchi pubblici, e caso delle famiglie del condominio Carep.

Ne abbiamo parlato con il capogruppo Daniele Scafaro.

Scafaro, qual è il rapporto con la maggioranza?

«La nostra lista viene da cinque anni di opposizione dura e dai toni accesi con la precedente giunta e maggioranza, che hanno sempre respinto le nostre proposte, insofferenti alle critiche e irrispettosi del ruolo delle minoranze. Per capire se nella nuova maggioranza ci fosse l’intenzione di un confronto più aperto, tra i primi atti abbiamo proposto la revisione del regolamento del consiglio comunale perché penalizza le opposizioni. Ma l’atteggiamento non è cambiato: la proposta è stata respinta, la giunta continua a portare in consiglio atti importanti come le variazioni di bilancio senza che sia convocata l’apposita commissione, gli atti vengono trasmessi pochi giorni prima della seduta non consentendo un adeguato approfondimento, la conferenza dei capigruppo ha perso la sua funzione. Con queste premesse sarà difficile avere un dialogo costruttivo».

Che tipo di opposizione è e sarà la vostra?

«Un’opposizione determinata e concreta. Il nostro lavoro è di proposta e stimolo alla giunta, mentre fuori dal consiglio comunale è di informazione ai cittadini: su come vengono sprecate le nostre risorse, sulle contraddizioni politiche che in questi 10 anni hanno visto puntare sul turismo e permettere alle società escavatrici di deturpare il nostro paesaggio, ma soprattutto nel cercare di dare un’altra idea di Campiglia e del nostro territorio rispetto a quella che è stata portata avanti da questa amministrazione».

Quali sono le urgenze del paese e cosa fare?

«Superfluo dirlo, è il lavoro. Il centro per l’impiego della Val di Cornia registra a giugno diecimila iscritti alle liste di disoccupazione, più di un terzo sono giovani. Bisogna dunque proporre una nuova idea di territorio che non si basi sul vecchio modello industria siderurgica-edilizia che ha dimostrato di non essere sostenibile: l’acciaio viene prodotto in India e Cina a un terzo del costo dell’Italia, se si vuole fare industria in Italia bisogna puntare su prodotti di alta qualità e innovativi, cosa che fino ad oggi non è stata la nostra acciaieria a Piombino. Se non si andrà in questa direzione ci ritroveremo nella stessa situazione di questi anni. L’edilizia è ferma, si è costruito troppo e male, col risultato che a Campiglia ci sono centinaia di appartamenti e capannoni invenduti».

E gli altri settori?

«Negli altri settori siamo fermi agli anni Novanta: l’industria agro-alimentare, il recupero del patrimonio edilizio esistente, e una vera promozione turistica non sono mai stati esplorati. Ma è qui che bisogna investire, e le istituzioni devono creare le condizioni per far nascere imprese e novità in questi settori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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