PIOMBINO. Il 23% delle condutture dell’acqua è in cemento-amianto: 63,48 chilometri su un totale di 274,37 sono fatti dal mix potenzialmente pericoloso. Il dato piombinese è alla lunga il più alto del comprensorio e di gran parte della provincia.
Battuto da Livorno, dove la percentuale sale a 30, mentre la media regionale è di circa il 10%. Alla vigilia di Natale l’Autorità Idrica Toscana ha reso note le zone interessate dal fenomeno, dovuto a interventi eseguiti negli anni in cui l’amianto non intimoriva a sufficienza per le sua elevata pericolosità. l’Ait ha accompagnato la cartina con approfondimenti scientifici e i risultati delle analisi eseguite da alcuni gestori. Non ancora da Asa che, al momento, ha pubblicato informazioni parziali sul capoluogo.
Una cosa è certa: l’Ait vuole vederci chiaro e ha affidato il compito all’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, l’Ispo. Il quale ha identificato una serie di passaggi per completare una campagna di rilevazione della eventuale presenza di fibre di amianto nelle acque. Accompagnandola, dove necessario, dalla rilevazione delle fibre aerodisperse.
Sul complesso delle condotte in cemento-amianto verranno selezionate le reti a maggiore rischio, valutate attraverso l’età delle condotte, l’aggressività delle acque e la portata. E’ su questo sottoinsieme che sarà svolto un monitoraggio analitico da parte dei gestori e delle Asl. Gli elementi acquisiti finora in diverse realtà regionali sono definiti tranquillizzanti anche se seguiranno altri approfondimenti. Il focus dell’Ait non poteva passare inosservato in casa 5 Stelle, dove l’argomento acqua è presente da sempre.
Mario Gottini, impegnato per anni anche nel Comitato acqua pubblica, afferma: «L’Ait, di fatto, ammette la necessità delle sostituzioni. Da aggiungere che il direttore ha parlato di un aumento di circa il 10% della dispersione in rete. Significa un aumento delle rotture che, in quota parte, riguarderà anche le tubazioni in cemento amianto. E allora, prima si interviene, e meglio è».
La preoccupazione di Gottini nasce anche da un altro elemento: il rischio di un taglio nelle manutenzioni programmate, già insufficienti. Perchè l’Autorità ha annullato l’aumento delle bollette con cui finanziare le sostituzioni. Che potrebbero essere eseguite a discapito degli interventi su una rete già malmessa. Con ulteriori rischi di rotture anche delle tubazioni fatte con l’amianto. «Il cane che si morde la coda. E intanto - chiude Gottini - alcuni gestori si distribuiscono dividendi».