Il Tirreno

I ragazzi rivogliono il Classico

Alcuni studenti delle medie convincono genitori e amministratori a riaprire la battaglia per il liceo

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PIOMBINO. Riportare il liceo classico a Piombino. Ridare vita a una scuola storica di cui negli ultimi anni l’incrocio di varie circostanze ne ha fatto perdere le tracce.

L’iniziativa nasce da alcuni studenti delle scuole medie. Non dai loro genitori, non dagli insegnanti, ma - almeno in prima istanza - proprio da loro, da questi tredicenni appassionati di lettura che, un libro dopo l’altro, hanno scoperto la Grecia, la sua storia eterna, la profondità di un messaggio che non si esaurisce dopo duemila e cinquecento anni.

Tredicenni che, appunto per questo, appena maturata questa consapevolezza, non hanno tardato a comunicarla alla famiglie: «Mamma, babbo, io l’anno prossimo voglio studiare il greco e il latino».

Ma c’è ancora un classico a Piombino? si sono chiesti alcuni.

Perché il punto è proprio questo: la scarsa percezione che - soprattutto nel resto della Val di Cornia, ma anche a Follonica - si è avvertita negli ultimi anni quanto alla possibilità o meno di iscriversi tuttora a questo indirizzo. Con la conseguenza che dal 2009 in poi chi non se l’è sentita di spostarsi a Cecina o a Grosseto si è trovato costretto a rinunciare.

E invece a Piombino il liceo classico c’è ancora. Ovvero: l’ultima quarta ginnasio si è formata nel 2008 (e si è diplomata nel 2013), mentre negli anni successivi l’istituto, cioè il Carducci, non è mai riuscito a raggiungere il numero di iscrizioni sufficienti per permettere al provveditorato la concessione della classe. Iscrizioni che, sulla base delle attuali disposizioni di legge, e per qualsiasi indirizzo di scuola, debbono essere almeno 25, anche se in qualche caso 21/22 vengono ritenute sufficienti per la formazione di una classe.

Ma i genitori che a quel punto hanno cominciato a confrontarsi tra di loro hanno scoperto ben presto che questi potenziali iscritti, solo a Piombino, al momento sarebbero già una decina.

Da lì, un primo colloquio con la dirigente, Gabriella Raimo, e lunedì pomeriggio, al Bar Nanni di corso Vittorio Emanuele, una prima riunione per fare il punto e individuare insieme un cammino percorribile.

All’incontro il gruppo dei genitori era presente al completo: Gloria Casciani, Riccardo Pera, Davide Generoso, Claudia Carnesecchi, Annalisa Castellano.

Con loro il professor Walter Biancalana, che insegna alle medie, i professori del Carducci Fabio Canessa ed Elena Pecchia, l’assessore alla cultura Paola Pellegrini, Lucrezia Della Lena, consigliere Pd e Carla Maestrini, segreteria Pd con delega all’istruzione.

Inatteso, inoltre, il passaggio - casuale - del sindaco di Campiglia, Rossana Soffritti, che si è comunque soffermata all’incontro, promettendo il suo interessamento personale per quanto riguarda le scuole della sua città.

«Un incontro - commenta Riccardo Pera - che ha dato la possibilità alla cultura di superare la politica. Con la prospettiva di coinvolgere altri gruppi, per riuscire nell’intento di far capire come a Piombino la cultura umanistica stia rinascendo. E per far capire che il classico è una scuola che non prepara solo all’università, ma soprattutto alla vita, indipendentemente dal fatto che dopo si proseguano o no gli studi. E lo dico io che ho fatto un istituto tecnico».

«Va benissimo il liceo sportivo - aggiunge un’altra mamma, Gloria Casciani - ma non avere più un classico è un fallimento culturale. Questi ragazzi hanno moltissima voglia di avvicinarsi a questo genere di studio. Deve essere data loro questa possibilità, senza costringerli a spostarsi a Grosseto o a Cecina».

Melisanda A. Massei

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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