Gioco
«Gestione associata, la politica ascolti di più gli operatori turistici»
De Ferrari (Albergatori): «Un picco di presenze quest’anno era solo un’illusione, in futuro servirà un cambio di rotta»
PORTOFERRAIO. «Che un evento di una settimana potesse portare a picchi di presenze turistiche era solo un'illusione. Un'illusione data dalla politica, non dagli operatori del settore. Noi ci aspettavamo un aumento di pernottamenti intorno al 5%, visto che a maggio e a giugno l'interessante andamento delle prenotazioni alberghiere faceva presupporre un incremento di presenze pari al 5-7% rispetto al 2013. Ma poi ci siamo fermati e attestati su un +1%».
Massimo De Ferrari, presidente dell'associazione Albergatori elbana, si reputa parzialmente soddisfatto della stagione turistica ormai conclusa, ma soltanto perché l'Elba – rispetto a molte altre realtà toscane e italiane – anziché fare passi indietro ha di poco aumentato l'afflusso dei vacanzieri. Lo ha fatto purtroppo solo in parte: +1%. Dodici mesi prima c'era stato un aumento di cinque punti percentuali, mentre fra il 2012 e il 2011 una flessione del 10%. Ma il 2014 è stato l’anno della tassa di sbarco (saranno 950mila gli euro incassati a fine anno dalla Gestione associata) e per promuovere le iniziative legate al Bicentenario napoleonico e il cosiddetto "prodotto Elba" sono stati impegnati circa 800mila euro.
Cifre importanti e del tutto nuove rispetto al passato. «Non sta a me giudicare come sono stati spesi quei soldi – spiega De Ferrari – in quanto a decidere deve essere la politica. Sta di fatto che in futuro forse servirà un cambio di rotta e noi albergatori, finora coinvolti solo marginalmente nel progetto, dovremo essere interpellati con maggiore frequenza da chi decide come investire i proventi di quest'importante imposta». Secondo De Ferrari «la Gestione associata non deve essere chiusa».
E una fine così prematura – secondo quanto da noi raccolto – non se la augura proprio nessuno. «Se così non sarà – continua il proprietario dell'hotel Hermitage della Biodola – sì che allora avremo sprecato tanti soldi pubblici. Bisogna insistere nelle campagne stampa includendo sia la figura di Napoleone, sia le bellezze della nostra isola, altrimenti non avremo alcun risultato tangibile nel prossimo futuro. Bisogna puntare anche sul turismo culturale».
Altri servizi, come il miglioramento delle scuole pubbliche e il potenziamento dell'ospedale di Portoferraio, per il presidente dell'associazione di categoria «devono sì essere sovvenzionati, ma da altri capitoli di spesa». Ed è importante – sempre secondo il responsabile dell'associazione – che gli otto comuni restino uniti e concentrati sugli obiettivi da perseguire.
«Come può un ente come Capoliveri farsi pubblicità negli Stati Uniti o nell'Europa dell'est da solo? – si chiede De Ferrari, il quale si dà anche una risposta: «È impossibile: non può farlo – continua l’albergatore – in quanto avere successo è già difficile con il marchio Elba, figuriamoci se si presenta Capoliveri o un’altra amministrazione in solitaria. Nessuno saprebbe di cosa si parla».
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