Sicurezza
Fuoco di Sant’Antonio: ora c’è il vaccino
PIOMBINO. Il vaccino contro il Fuoco di Sant’Antonio potrebbe essere a disposizione del servizio sanitario nazionale in un prossimo futuro. Il farmaco è infatti già pronto. Sta ora alle Regione (fra...
PIOMBINO. Il vaccino contro il Fuoco di Sant’Antonio potrebbe essere a disposizione del servizio sanitario nazionale in un prossimo futuro. Il farmaco è infatti già pronto. Sta ora alle Regione (fra cui la Toscana), valutare l’ipotesi d’inserirlo nel nuovo Piano di Prevenzione.
La novità è emersa a Roma ad un incontro sull’argomento. Ogni anno 10 mila toscani soffrono di vescicole che compaiono sulla pelle e 1 su 10 va incontro alla fase più delicata, il dolore post-erpetico. Il disturbo si dimostra particolarmente intenso, perché colpisce il decorso di un nervo (occhio, orecchio, costole, sciatico) ed è in grado di perdurare per almeno due – quattro settimane. È causa, in particolare, di grande sofferenza ed invalidità, tale da interferire in maniera significativa nella quotidianità e nella vita attiva dei pazienti, in alcuni casi costringendoli addirittura ad abbandonare in anticipo il lavoro.
Ne sono predisposti soprattutto quelli che hanno avuto la varicella. Il virus, infatti, è dello stesso tipo. S’annida all’interno del corpo e può riapparire senza alcun preavviso a distanza di tempo, favorito in particolare da un calo delle difese dell’organismo, come spesso accade nelle persone anziane. I farmaci attualmente disponibili si dimostrano relativamente efficaci nel togliere il dolore in tempi brevi. Da qui, appunto, l’importanza – così si è concluso – di una adeguata strategia di prevenzione con l’impiego di uno specifico vaccino, capace di contrastare la riattivazione e la replicazione virale del virus varicella zoster. Il virus invece dell’herpes simplex, causa della “febbre sorda” e di localizzazioni genitali, non è dal canto suo coinvolto in questo percorso.
Gian Ugo Berti
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