Il Tirreno

sanità

Via ai parti senza dolore nell’ospedale elbano

di Antonella Danesi
Il direttore dell'ospedale Bruno Graziano parla durante la conferenza stampa (foto di Giò Di Stefano)
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Il direttore dell'ospedale Bruno Graziano parla durante la conferenza stampa (foto di Giò Di Stefano)

Un team di specialisti seguirà la partorienti durante tutto il travaglio. Il direttore Porfido: «Questo servizio è una conquista per questa struttura»

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PORTOFERRAIO. Partorire senza dolore, ora si può anche all’ospedale elbano. Ha preso il via infatti, il progetto partoanalgesia, una sfida che la direzione generale Asl ha deciso di accettare in seguito alla richiesta di alcune cittadine elbane che sempre più fortemente richiedevano questo tipo di prestazione.
Da tempo è attiva a Livorno, che ha un’utenza maggiore, sull’isola ci sono ogni anno 200 o poche decine in più di parti annuali, ed ora dopo un lavoro di un anno tra diverse professionalità (anestesisti, ginecologi e ostetriche) sarà possibile un travaglio più sereno.

«Si tratta di una anestesia epidurale, che garantisce una copertura dal dolore – ha spiegato Guido Campanati, anestesista nel nosocomio elbano – senza togliere alla partoriente la partecipazione attiva. Mantiene infatti la coscienza e la forza muscolare durante il travaglio, eliminando però il dolore».

Si tratta di una conquista per l’ospedale elbano, «una sfida che - ha detto il direttore generale Eugenio Porfido - abbiamo accettato volentieri. Venti anni fa feci nascere mio figlio in questo modo. E’ una tecnica sufficientemente verificata ed è giusto che l’Elba oggi abbia questa attenzione in più».

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Le future mamme vengono informate dal personale sulla possibilità della procedura durante il corso di preparazione al parto con tutte le informazioni sugli inconvenienti che può comportare. «E’ una nuova possibilità per le donne elbane - ha detto Campanati – ma non ci sono obblighi, perché al momento del parto la scelta è sempre riservata a loro e possono sempre rifiutare».

Qualche perplessità sulla procedura viene avanzata dai ginecologi. «Il pensiero – dice il dottor Luigi Tancredi – è che questa possa allungare i tempi del periodo espulsivo, ed incrementare i parti cesarei. Però siamo contenti che ci sia questa nuova possibilità, accettiamo la sfida ed andiamo avanti».

Un percorso di formazione ed informazione intrapreso anche dalle ostetriche. “Il lavoro che portiamo avanti insieme alle donne – informa l’ ostetrica Federica Cetica – rappresenta un’importante opportunità». Sono tra il 30 e il 35% le donne in Italia che stanno scegliendo il partoanalgesia e la percentuale è in crescita. «Un valore aggiunto anche per i professionisti – ha commentato Porfido – che hanno la possibilità di confrontarsi e portare pratiche innovative nelle aziende».
 

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