Sicurezza
«Chiediamo standard minimi per il nostro ospedale»
PORTOFERRAIO. Partoanalgesia, ossia parto indolore. Sarà presentato domani, nel corso di una conferenza stampa prevista per le 12 nella sala delle riunione del presidio ospedaliero (salita San Rocco),...
PORTOFERRAIO. Partoanalgesia, ossia parto indolore. Sarà presentato domani, nel corso di una conferenza stampa prevista per le 12 nella sala delle riunione del presidio ospedaliero (salita San Rocco), il progetto curato dall’Asl 6 di Livorno che prende in considerazione le tecniche da seguire per ridurre il dolore durante il travaglio del parto. Il tutto per accompagnare meglio la donna nel corso della sua esperienza di madre. Ne parlerà lo stesso direttore generale dell’Asl, Eugenio Porfido. Alla presentazione sarà presente anche il team di specialisti dedicati al progetto, composto da anestesisti, ostetriche, ginecologi, che potranno illustrare tutte le fasi in cui si articola il programma. Sarà anche quella di domani l’occasione per la presentazione ufficiale del nuovo ecografo, top di gamma, che l’Usl ha previsto per l’area materno-infantile dell’ospedale elbano.
I comitati. Intanto i Comitati Elbani Riuniti pro Sanità ritornano alla carica e approfittando della presenza del direttore generale dell’Azienda, avanzano delle proposte, perché l’incontro si possa trasformare in un momento di confronto importante, da cui «potrebbero scaturire buone idee e percorsi utili a tutta la comunità dell’Elba».
Quali sono i suggerimenti? «L’isola – dicono - rientra a pieno titolo nell’ambito della legge nazionale di riferimento attuale che è il decreto Balduzzi. Nel decreto viene posta attenzione alle zone disagiate in particolare insulari e montane, per le quali valgono criteri diversi rispetto ai parametri vigenti sul continente. L’Elba rientra in questa casistica». Inoltre occorre sollecitare la Regione perché riconosca all’ospedale di Portoferraio una qualificazione superiore, essendo il presidio unico sull’isola e sull’arcipelago. «È imperativo che la Regione riconsideri un livello superiore dell’ospedale».
Standard minimi. Le funzioni operative da garantire sono: pronto soccorso con breve osservazione; medicina, chirurgia generale, cardiologia h/24, anestesia e rianimazione h/24; ortopedia, ostetricia e ginecologia, neonatologia e pediatria, il punto nascita almeno di I livello,trasporto d’emergenza neonatale, oncologia secondo la programmazione regionale, terapia sub-intensiva multidisciplinare, radiologia, laboratorio, immuno-trasfusionale, Ceemodialisi, endoscopia digestiva h12, riabilitazione. E ancora: servizio di iperbarica e ambulatori specialistici. L'Elba deve avere l’autonomia che consente di poter affrontare l'emergenza-urgenza anche nel caso in cui non ci sia la possibilità di contatto con il continente causa avversità meteo. Di conseguenza è indispensabile che parte delle équipe sia stanziale. Insomma i servizi devono essere potenziati sull’Elba. «Costruire modelli basati su continue migrazioni giornaliere da e per l’Elba non garantisce un buon livello di prestazioni. Inoltre abbiamo fondati timori che il personale medico e infermieristico destinato all’Elba possa essere “dirottato” sul continente per coprire posti vacanti. Il “gioco dei tre cantoni” Cecina – Piombino – Elba con la creazione di uniche equipe di medici specialisti dei 3 presidi non porterà alcun beneficio all’isola poiché in questo contesto l’Elba avrà un rapporto di subordinazione al continente».
Luigi Cignoni
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