Sicurezza
"Cani sequestrati e un esposto già fatto nel 2011"
Fiorentina: Maria Cristina Biagini ("Casa Margot") sollecita risposte sull'operazione di forestale, Wwf, Enpa
PIOMBINO. A quasi due settimane dall’operazione, si torna a parlare dei cani sequestrati da Forestale e Wwf, in collaborazione con l’Enpa nella cattura degli animali e nel trasporto presso il canile municipale, in un casolare in località Fiorentina, appartenente a una donna del posto, con evidenti problemi mentali. Problemi che, al pari dei 14 cani sequestrati, fanno della signora un’altra vittima del reale proprietario delle bestiole, al momento residente nell’aretino dove pare continui a spacciarsi per allevatore e toelettatore. Proprio da lui parte la lettera che Maria Cristina Biagini, presidente dell’associazione animalista piombinese La Casa di Margot, ha inviato lo scorso 13 dicembre al comandante dei vigili urbani, Angela Galeazzi, e al dirigente del servizio ambiente, Camilla Cerrina Feroni.
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«Nell’ottobre del 2011, dopo aver ricevuto una segnalazione scritta, presentai un esposto al comando della polizia municipale chiedendo di verificare una presunta situazione di maltrattamenti e di degrado, coinvolgente animali di varie specie, tra cui un numero cospicuo di cani – afferma nella lettera Biagini – Responsabile di quella situazione era lo stesso individuo coinvolto nel recente sequestro di Fiorentina. In quell’occasione non mi risulta sia stato effettuato alcun sequestro, almeno di cani, e voglio domandare alla dottoressa Galeazzi il perché. Tra l’altro mi è capitato negli anni di fare decine di segnalazioni, alcune su casi conosciuti a fondo anche di persona, ma che mai hanno portato a un sequestro. Mi pare strano». «Pochi giorni fa comunque si è intervenuti in altra zona, sempre per la stessa persona da me segnalata nel 2011 e finalmente è stato effettuato il sequestro – continua Biagini – Perché però aspettare una decina di giorni e non agire subito data l’urgenza della questione? La motivazione riportata sulla stampa dal responsabile dell’Enpa del canile è molto strana per chi quel canile l’ha gestito come me e sa che in due ore si appronta a ricevere queste emergenze, rare, ma accadute altre volte». Le perplessità del presidente della Casa di Margot sono le stesse espresse in occasione del sequestro dal Wwf che criticò la scelta di aspettare alcuni giorni (dal venerdì nel quale si decise per l’accoglienza nella struttura comunale, al martedì, giorno del sequestro) prima di intervenire. Critiche rimandate al mittente sia dalla Forestale che, appunto, dal responsabile del canile, Alessandro Pavoletti, che parlò di tempo necessario per «approntare lo spazio e comprare l’attrezzatura». «Nell’attesa pare siano morti vari animali – riprende Biagini – Quanti, di che tipo, e quando sarebbero morti? I cani a ogni modo ora sarebbero finalmente nel canile di Piombino, il quale, mi pare, è stato valutato idoneo per 50 cani. La domanda è: quanti sono oggi i cani detenuti in canile? In quali condizioni sono, chi si occupa di loro e sono stati toelettati e visitati?» «Non c’erano solo cani in quella casa: c’erano sicuramente uccelli, ma forse anche gatti, rettili e criceti – continua Biagini – E mancherebbero forse all’appello almeno altri dieci cani, visto che in tutto pare fossero trenta quelli di proprietà della persona che segnalai nel 2011. Che fine hanno fatto questi animali? La nostra Associazione chiede di acquisire queste notizie allo scopo di valutare la reale dinamica dei fatti, nell’intento esclusivo di proteggere gli animali, cosa che sulla base delle notizie giornalistiche non ci pare proprio che sia stata perseguita in modo efficace».
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Al momento risulta che abbia risposto soltanto il comandante Galeazzi, fornendo informazioni sulla situazione segnalata da Biagini nell’ottobre del 2011. «Sul recente sequestro di Fiorentina mi ha risposto di esserne venuta a conoscenza mediante la stampa, senza quindi poter aggiungere altro – dice il presidente della Casa di Margot – mentre sulla vecchia segnalazione afferma sopralluoghi effettuati insieme alla Asl e Forestale nei quali non si arrivò al sequestro in quanto non ravvisati elementi in proposito. Aggiunge che in una riunione tenutasi nel dicembre 2011 si fosse deciso per un monitoraggio relativo all’individuo in questione da parte del Corpo Forestale. Beh, innanzitutto perché monitorare una persona se in regola, e secondariamente, quale monitoraggio è mai stato effettuato se a distanza di anni ci siamo ritrovati in una situazione come quella di Fiorentina?». «Io risposte non ne ho – conclude Biagini – ma domande me ne faccio e vorrei che mi venisse risposto».
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