Proteste
Pasquinelli: «Altro che democratici...»
Lo sfogo del capogruppo dopo l’ultima mozione bocciata (sui cani) e l’abbandono dell’aula da parte dei Cinque stelle
PIOMBINO. Prima di vedersi bocciata l’ennesima mozione, si sono alzati e hanno fatto mancare il numero legale decretando la chiusura anticipata dell’ultimo consiglio comunale dell’anno.
I Cinque stelle piombinesi stavolta hanno detto basta.
Il loro capogruppo, Daniele Pasquinelli, ha lasciato trascorrere una nottata per ritrovare la calma. «E pensare - dice - che il sindaco ci aveva chiesto una collaborazione laica. Ogni mozione della minoranza viene sistematicamente bocciata oppure il Pd ci mette il cappello sopra. Così è dura…».
La legge dei numeri la conoscevano bene, i consiglieri del M5s Piombino. Sapevano che, soprattutto a ridosso di un’aspra campagna elettorale e alla luce di quel che succede a livello nazionale, fare “opposizione costruttiva” in via Ferruccio sarebbe stato un bel problema. E difatti, malgrado i messaggi distensivi e di apertura lanciati dal sindaco Massimo Giuliani, nella pratica ogni proposta pentastellata continua a finire nel cestino.
Come è avvenuto anche nel consiglio comunale di giovedì. A cominciare dalla conferma della Società della salute, approvata dalla maggioranza ma anche da parte dell'opposizione (Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino e Marina Riccucci di Un’altra Piombino).
«Noi abbiamo fatto notare che si tratta di un organo non trasparente - dice Pasquinelli - dove il Comune di Piombino ha messo un milione e 400mila euro, i famosi 40 euro pro capite, ma non c’è modo di capire come questi soldi tornino indietro come servizi. E intanto, per esempio, i nostri disabili non hanno più un Carsal e sono costretti ad andare a quello di Venturina».
C’è da dire che a rimbalzare contro un muro non sono stati solo i Cinque stelle. Fabrizio Callaioli di Rifondazione, per esempio, ha presentato una mozione d’ordine chiedendo se il sindaco avesse ancora una maggioranza che lo sostiene, ma il sindaco si è rifiutato di rispondergli. Riccucci, appoggiata da Rifondazione e dal M5s, ha presentato un ordine del giorno sui dirigenti a contratto, con cui chiedeva di sgravare il segretario generale dalle troppe mansioni accumulate. Anche quella mozione è stata bocciata.
Poi i Cinque stelle hanno presentato una mozione sulle case dell'acqua da costruire a Salivoli, Cotone e Riotorto, dopo i due bandi andati deserti: «A quanto pare Riotorto non darebbe utili - spiega Pasquinelli - e così abbiamo chiesto che alla costruzione delle case dell’acqua provvedesse direttamente Asa, visto che ci deve 3,8 milioni di canone di servizio. Niente, bocciata anche quella».
Inoltre una doppia interrogazione presentata da M5s e da Forza Italia sulle spese per la festa dell'ultimo dell'anno. «Abbiamo ottenuto solo una risposta dell’assessore Stefano Ferrini - dice Pasquinelli - a proposito dell’agenzia che raccoglieva soldi malgrado i fondi già stanziati dal Comune. Ferrini ha detto che ne era all’oscuro e che quando lo ha saputo è intervenuto. Stop. Bocciato anche l’ordine del giorno di Callaioli sul Ttip, il partenariato transatlantico sul commercio e sugli investimenti».
Ma la situazione è precipitata sull’area per la sgambatura dei cani. Il M5s ha proposto di utilizzare la zona in cima a viale Unità d'Italia, «un’area chiusa e già recintata e quindi a costo zero - dice Pasquinelli - Sarebbe bastato affidarla a un’associazione animalista. Niente, a sorpresa è spuntato un altro ordine del giorno del Pd, con cui si chiedeva vagamente di individuare altre aree. Insomma il Pd, senza comunicarlo in conferenza capigruppo, ha voluto mettere il cappello anche su questa cosa, così come aveva fatto con i matrimoni gay contratti all’estero. A quel punto abbiamo ritirato l’ordine del giorno e siamo usciti dall’aula, facendo mancare il numero legale».
«Con tutta la buona volontà - conclude Pasquinelli - così non è possibile. Ricordo i precedenti: i mancati avvisi per i rimborsi Asa, la mancata devoluzione alle scuole dei nostri gettoni di presenza, lo scandalo del regolamento sui consigli di quartiere, il no per Poggio Malassarto eccetera. Qui c’è una maggioranza che intende solo mostrare i muscoli, un Pd che comanda e che fa quel che gli pare e non ascolta le minoranze. Altro che democratico…».
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