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Elio e le Storie tese in soccorso della Crossroad

Melisanda Massei Autunnali
La band degli Afo4, a destra Marco e Irene Mezzacapo
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La band degli Afo4, a destra Marco e Irene Mezzacapo

Gli strumenti furono distrutti dall'alluvione, la band milanese ha mandato i propri

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PIOMBINO. Quando lo scorso 1° ottobre, finito il temporale, Renzo Mezzacapo e i suoi figli, Marco e Irene hanno raggiunto in via Leonardo da Vinci la sede della loro associazione, lo spettacolo di fronte ai loro occhi era di quelli da non credere.

La pioggia - violenta come da tempo non si ricordava a Piombino - aveva spezzato il catenaccio che chiude il cancello e spalancato le porte d’ingresso. Penetrando ovunque, infiltrandosi in ogni dove come solo l’acqua sa fare. Nelle suppellettili, nei computer, nelle apparecchiature. Negli strumenti musicali. Quelle chitarre galleggianti a settantacinque centimetri dal suolo la famiglia Mezzacapo farà fatica a dimenticarle.

«In quegli strumenti c’era un po’ della nostra storia - dicono i due fratelli - Perderli è stato un dolore». Ma quel dolore - insieme allo shock, alla rabbia, all’incredulità - ha fatto presto a trasformarsi in forza e le chitarre perdute, assieme a tutte le altre cose, solo poche ore dopo erano già il simbolo della solidarietà che in molti hanno voluto portare a Crossroad Music Lab e insieme a tutta la Artisti-ca Associazione Culturale, di cui la scuola di musica fa parte.

«Amici, studenti, genitori, ma anche cittadini comuni ci hanno aiutato a rimuovere l’acqua e a ripulire i locali - racconta Irene - È anche grazie a loro se siamo riusciti a ripartire con le lezioni appena quattro giorni dopo l’incidente». Non solo. Aiuti concreti sono arrivati anche da fuori, e da nomi importanti. «Amici come Paola Folli ed Elio e le Storie Tese ci hanno mandato i loro strumenti, consentendoci così di riprendere la nostra attività. Tutti gesti che abbiamo veramente molto apprezzato».

Del resto non è un mistero per nessuno che la Crossroad da tempo abbia intessuto una rete di relazioni che le hanno permesso di affermarsi come una scuola seria e apprezzata anche al di fuori del nostro territorio.

«La Crossroad - spiega Irene, che ne è direttrice assieme a Marco - conta 13 corsi di musica con altrettanti insegnanti. Io, ad esempio, mi occupo del canto, mio fratello della chitarra. E poi ci sono tutti gli altri. Crediamo nella didattica, nei percorsi di studio approfonditi e nella musica dal vivo. Non crediamo nei modelli televisivi e nelle scorciatoie. Crediamo però che la musica possa essere una professione».

Al momento gli allievi iscritti sono circa 150. «Alcuni sono entrati in conservatorio - aggiunge Mezzacapo - altri hanno intrapreso un percorso di composizione di musica originale. Sono ragazzi che costituiscono il nostro piccolo vivaio e con i quali intendiamo aprire una strada di produzione e di discografia, ovviamente non appena lo studio sarà ripristinato».

Studio - fornito di ogni necessaria tecnologia - che ha trovato l’alluvione sulla sua strada dopo appena tre anni di vita durante i quali non ha mai fatto trovare il suo apporto alle produzioni realizzate nella nostra città, comprese quelle del gruppo stesso di Irene e Marco, gli Afo4, a sua volta nato sulle ceneri gli Amono Nomo, nati una ventina d’anni fa, quando i due ragazzi, erano ancora al liceo. La storia dell’Artisti-ca Associazione Culturale, invece, parte molto più da lontano.

«Mio padre Renzo - prosegue Irene - la fondò nel 1980. Per vent’anni le attività si concentrarono essenzialmente sulle arti visive, con molte mostre di altissimo livello. Una per tutte, la prima esposizione dell’Anfora di Baratti, nell’estate del 1988. L’apertura alla musica è stata una conseguenza della nostra attività di musicisti, mia e di mio fratello. La scuola è arrivata nel 2003, e poco dopo abbiamo cominciato anche con le masterclass».

Tuttora Renzo Mezzacapo è il presidente dell’associazione, mentre Irene e Marco sono rispettivamente direttore didattico e direttore artistico. L’approfondimento della didattica insieme alla contemporanea organizzazione di eventi culturali a 360 gradi, compresa la decisione di gestire le esibizioni degli allievi esclusivamente dal vivo, sono stati fin dall’inizio tra gli elementi di forza della scuola di musica, tant’è che ogni anno le attività dei corsi culminano in un grande concerto al teatro Metropolitan con una media di 30 band sul palco e circa 100 musicisti.

«Sarà così anche quest’anno - specifica Irene - E come sempre il concerto sarà a favore di Emergency e organizzato con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del Comune, con cui abbiamo sempre avuto ottimi rapporti. Probabilmente sarà in quell’occasione che festeggeremo i trentacinque anni dell’associazione».

Nessun altro appuntamento prima di quella data? «Il 17 e il 18 gennaio abbiamo in programma un workshop con Alessandro Pozzetto, direttore della nazionale italiana gospel, nonché collaboratore di Stevie Wonder. ll 30 gennaio sarà con noi Ellade Bandini, batterista tra i più noti del panorama della nostra canzone d’autore. Infine, in aprile, di nuovo Paola Folli. (m.m.a.)

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