Finanza
«Gestione associata? Per me è morta e sepolta»
Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti anticipa la linea che terrà con i sindaci alla riunione convocata per il 30 dicembre: «Ogni Comune farà da sé»
CAPOLIVERI. «Per me la Gestione associata è morta e seppellita. Dal prossimo anno ogni Comune si gestirà i proventi quota parte dell’imposta di sbarco, oppure non ci sarà neanche un'imposta di sbarco».
Il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, a parole anticipa la Conferenza dei sindaci – programmata per il 30 dicembre nella sede del suo municipio – decretando la parola fine sulla Gestione associata della promozione turistica. Un passo indietro – a quanto pare legato alle nostre inchieste degli ultimi giorni che non hanno fatto altro che illustrare gli impegni di spesa dei proventi della neonata tassa sbarco e i primi dati su passaggi ponte e visitatori dei musei napoleonici – che però non piace agli altri sindaci, che vorrebbero continuare a promuovere l’Elba in maniera unitaria, ma con una maggiore trasparenza sull’uso dei fondi pubblici.
Non più capofila. Capoliveri potrebbe defilarsi da ente capofila del progetto. Appare difficile, infatti, l’ipotesi di scioglimento della Gestione associata. Sarebbe un bagno di sangue e non se lo augura nessuno. Più facile che un’altra amministrazione succeda a quella guidata da Barbetti. Ad esempio Portoferraio. Il sindaco Mario Ferrari è disposto a prendersi carico della questione laddove nessun altro si faccia avanti. «Se non ci sono candidati noi risponderemo presenti – afferma Ferrari – visto che in assenza di un’entità che rappresenta l’Arcipelago toscano bisogna pensare a recuperare quello che è il cuore di un’attività promozionale e di valorizzazione del territorio. In un mondo ormai globalizzato – conclude il sindaco portoferraiese – enti come Rio nell’Elba o Capraia non possono certo pensare di affrontare il mercato autonomamente. Le affermazioni di Barbetti nascono da un suo stato di disagio».
«Più trasparenza». Il collega di Campo nell’Elba, Lorenzo Lambardi, continua a chiedere maggiore trasparenza sull’uso dei proventi della tassa di sbarco. «Serve maggior conoscenza dello strumento di promozione – afferma l’ex coordinatore isolano del Partito Democratico – in modo da non fare emergere dubbi o zone d’ombra. È quindi fondamentale andare avanti, seppur con un cambio di rotta: prima di tutto come obbligo di trasparenza e in secondo luogo per rendere partecipi tutti sugli sforzi fatti finora». Il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni, si augura invece che «prima di mollare tutto qualcuno si faccia avanti» e si dice favorevole all’aumento dell’imposta di sbarco. «Quando vado a Roma o a Firenze – spiega il primo cittadino longonese – pago 3-4-5 euro di tassa di scopo. Mi sembra quindi sensato incrementarne il gettito, anche perché a differenza di quella sugli alberghi, la tassa sugli sbarchi è più equa».
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