Gioco
Da rifiuto a fertilizzante, attesa per gli esami Arpat
PORTOFERRAIO. Pronto per essere messo a disposizione delle aziende agricole elbane che lo richiederanno. O di proprietari di orti e giardini. Il materiale di scarto domestico, al termine della...
PORTOFERRAIO. Pronto per essere messo a disposizione delle aziende agricole elbane che lo richiederanno. O di proprietari di orti e giardini. Il materiale di scarto domestico, al termine della catena di trattamento negli impianti di Buraccio, è sul punto di essere riutilizzato come fertilizzante del terreno. Si aspetta di conoscere dall’Arpat il verdetto degli esami di campionatura che sono in fase di ultimazione. Se tutto sarà ok, inizierà la distribuzione.
Peccato però che la buona notizia arrivi all’indomani del passaggio del testimone per la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti domestici sull’Elba da Esa a “Reti Ambiente”, la cui fusione o passaggio di competenze avverrà attraverso la nuova company Idea, titolare degli immobili dell’impianto del Buraccio (Porto Azzurro), della sede amministrativa e dirigenziale di Portoferraio e del centro operativo della Casaccia, sempre nel capoluogo elbano. “Idea” potrà darli a sua volta in affitto a “Reti Ambiente”, che continuerà a utilizzarli come in passato.
«E’ tuttavia la prima volta – dice Ilio Pisani, attuale presidente di Esa – che un rifiuto raccolto sul territorio dell’Elba viene adeguatamente trattato dal nostro sistema e si trasforma in prodotto organico adatto a fertilizzare il terreno e l’ambiente. Un prodotto di alta qualità». Così almeno spera il presidente, nell’attesa di conoscere i risultati dei test compiuti sull’imballaggio. Sarebbe la degna conclusione di un lavoro iniziato anni fa. Proprio ora che Pisani insieme con gli altri rappresentanti del Consiglio d’amministrazione dell’ente (vicepresidente Bernardo Chiappo e consigliere delegato Graziella De Castelli) è a fine mandato. «Non solo – puntualizza il presidente – ma essendo tutt’e tre pensionati, per statuto siamo ineleggibili per un eventuale futuro mandato».
In tema di rifiuti sull’isola, esistono pratiche antiche di riciclo degli scarti agricoli che hanno permesso di avere uno speciale concime ricco di humus. I contadini del secolo scorso conservavano i rifiuti organici in una buca o in tumuli, per poi ricavarne del fertilizzante organico. «Praticamente – dice Pisani – questa è l’idea del compostaggio. Una pratica che favorisce l’agricoltura biologica».(l.c.)
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