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il commento

"Cevital Merci!", ma adesso tocca a Piombino e ai piombinesi

Guido Fiorini
I manifesti "Merci Cevital!" in centro (foto Paolo Barlettani)
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I manifesti "Merci Cevital!" in centro (foto Paolo Barlettani)

Benvenuti gli algerini, ma il territorio e la politica sappiano cogliere la grande occasione

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PIOMBINO. “Cevital merci!”: i manifesti sono ovunque. L’arrivo degli algerini ha riportato la speranza sul promontorio, consente di vedere la luce in fondo a un tunnel che pareva senza fine, toglie dalla disperazione centinaia di famiglie. Benvenuti gli algerini, quindi.

Ma attenzione. Questo non è il ritorno a “mamma fabbrica”, quei tempi non esistono più. Questa è una straordinaria occasione che Piombino e i piombinesi devono saper cogliere per dare una svolta all’economia e alla vita del promontorio. Non ci potrebbe essere errore più grosso che credere che “adesso ci pensa lui”.

No, non ci pensa Rebrab. Non da solo, almeno. Lui è il più grande imprenditore d’Algeria e uno dei più grandi al mondo, ma sbarca in Italia perché ha visto una buona occasione. Ci viene per l’acciaio, vecchio amore dei primi tempi della sua scalata al successo, ma ci viene soprattutto per il porto, per la logistica, per portare in Europa zucchero e olio alimentare, core business di Cevital.

Con lui nasce una nuova economia, con la quale Piombino e i piombinesi devono dialogare e interagire, facendo un salto di qualità che può trasformare il promontorio. Altrimenti l’arrivo di Cevital rischia di restare circoscritto e non dare prospettive stabili.

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Ora la parola passa alla politica locale, che deve spingere sull’acceleratore per avere le infrastrutture. La nuova 398 è decisiva. A quel punto il legame con l’entroterra, Val di Cornia e Maremma, con la piana industriale di Scarlino che potrebbe ospitare un polo logistico, con la Grosseto-Siena ormai quasi finita e che porta in un volo sull’A1 e sull’Adriatico, può dare a Piombino e al suo porto un ruolo centrale che finora non ha mai avuto. Sul piano dell’economia e, perché no?, anche del turismo.

Le crociere sbarcano a Livorno e Civitavecchia, il nostro porto sarebbe una valida alternativa per raggiungere le città d’arte in tempi minori.

La stessa politica locale deve dare risposte sul piano urbanistico. Gli enormi spazi che si liberano a ridosso del centro possono cambiare il volto della città. Dai parcheggi che consentirebbero di liberare la parte storica dalle auto, agli spazi residenziali e produttivi. Ma non ci possono volere anni perché gli strumenti vengano adeguati.

Infine gli imprenditori locali: con Cevital ripartirà l’indotto, ma non basterà. Le nuove prospettive disegnano un promontorio diverso, che offre opportunità a chi avrà il coraggio di rischiare. La nostra inchiesta #oltrelacciaio ha dimostrato che gli imprenditori veri non mancano. Adesso è il momento che confermino di essere tali. Merci. 

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