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Sindaci elbani sul piede di guerra: declassato l' ospedale

L'ospedale di Portoferraio
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L'ospedale di Portoferraio

Per mantenere i servizi di otorino, oculistica e urologia è necessario fare rete con Piombino e Cecina. Ma non tutti i sindaci elbani sono su questa linea

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PORTOFERRAIO.  Sindaci divisi sul futuro della sanità elbana. La conferenza dei sindaci avrebbe dovuto approvare un documento unitario ma è stato tutto rinviato a venerdì prossimo. Il disaccordo è sula strada da intraprendere cos di cui invece è convinto il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari.

“Siamo stati declassati ad ospedale di prossimità – dice - su questo faremo ricorso. Il nostro progetto prevede servizi come un ospedale dio base: chirurgia, ortopedia e medicina. Con un nucleo fisso operativo sull’Elba ”. Secondo il presidente della conferenza dei sindaci è importante anche fare rete tra le strutture di Cecina, Piombino e dell’Elba, per mantenere servizi come otorino, oculistica ed urologia, “quelli che la legge nazionale non ci concederà mai - dice Ferrari – non propongo la rete per sottomissione - precisa – ma per avere una serie di servizi che prima c’erano ed ora non ci sono più”.

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Una strategia che non condividono alcuni primi cittadini e tra i più agguerriti il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi in pieno disaccordo con la rete. “Prima di tutto - dice - voglio confrontarmi con i comitati e con i rappresentanti di zona Asl. Abbiamo fatto un percorso fino a qui. Riprendiamo le fila facciamo di nuovo battaglia, per non buttare via quanto fatto fino ad ora.

Come isola, e quindi area disagiata, dobbiamo essere considerati in maniera più attenta”. Preoccupato anche il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni che comprende le esigenze della sanità regionale e nazionale “senza mai perdere di vista – ammonisce - il problema dell’insularità. Mi può anche andare bene fare rete – dice – Non abbiamo l’oculista tutti i giorni? Va bene ma il chirurgo ci deve essere. La cosa su cui non possiamo transigere è il diritto degli elbani ad essere curati”.

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