Sicurezza
Documenti negati, tre consiglieri comunali scrivono alla procura
Occhi puntati sulla vicenda della palazzina che sorge nell'area dell'hotel I Lecci: il caso fu già al centro dell'attenzione della procura tre anni fa
SAN VINCENZO Atti negati. E i tre consiglieri della lista civica Assemblea sanvincenzina (As) hanno deciso di informare la Procura della Repubblica del diniego da parte del dirigente dell’area Servizi per il territorio Andrea Filippi. Secondo il dirigente, quelli richiesti da As, ossia gli atti relativi alla palazzina nel bosco di pertinenza dell’hotel “I lecci” (il cosiddetto “ecomostro”, oggetto d’indagine della Procura da tre anni) e al piano attuativo relativo all’ex officina Bensi, non possono essere consegnati.
La richiesta d’accesso agli atti viene presentata dal capogruppo di As Paolo Riccucci il 28 agosto. Il 1º settembre Filippi risponde che la pratica relativa alla palazzina dei Lecci non è in suo possesso perché acquisita dalla Procura e, relativamente agli atti recenti, è stata assegnata al segretario generale. Circa il piano attuativo dell’ex officina Bensi, Filippi sostiene che la sola pratica presente risale al 2013 ed è in corso di istruttoria. Il dirigente si lamenta poi del grande lavoro al quale sia la precedente opposizione (il Forum) che As hanno obbligato gli uffici con le richieste d’accesso agli atti, e dice che secondo il regolamento comunale i documenti relativi ai procedimenti amministrativi ancora in corso sono esclusi dall’accesso agli atti anche per i consiglieri comunali.
Per il geometra, secondo la normativa non vi sarebbero elementi tali da individuare tra le competenze necessarie per lo svolgimento del mandato elettorale dei consiglieri comunali “quelle relative a pratiche amministrative gestionali – scrive nella risposta – affidate alla competenza degli uffici”. Secondo Filippi, che cita varie leggi, la funzione di controllo politico-amministrativo del consigliere si riferisce esclusivamente al rispetto del programma elettorale da parte di sindaco e giunta, e non ad una “generica attività amministrativa dell’ente”, e che per avere diritto all’accesso di atti “si debba avere comunque un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale si è chiesto l’accesso”.
Il dirigente esprime anche una considerazione: “Sarebbe discutibile il comportamento del consigliere che chiedesse e ottenesse copia di documenti non utili per l’esercizio del mandato amministrativo”. E infine: “Si richiede quindi un'apposita nota chiarificatrice in merito, facendo presente che per il sottoscritto non vi sono motivi ostativi se non riferiti a un aggravio del lavoro degli uffici a discapito delle aspettative dei cittadini”.
Ai tre consiglieri di As queste spiegazioni non quadrano. Ed ecco il motivo della lettera alla Procura affinché valuti la legittimità dell’operato del dirigente. As presenterà anche una interrogazione nel prossimo consiglio comunale. Nell’ultima seduta, rispondendo ad un’interrogazione di As sull’ex officina Bensi, l’assessore all’Urbanistica Roventini ha risposto che i consiglieri che avessero voluto ritirare i documenti, avrebbero potuto rivolgersi agli uffici preposti e al segretario generale.
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