Il Tirreno

Natale povero per i lavoratori 3 Emme

di Alessandro De Gregorio

Ripartito il pagamento della cassa integrazione, ma niente mini tredicesime. Ieri i vertici dell’azienda dal sindaco

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PIOMBINO. I settecento euro della cassa integrazione sono stati messi in pagamento da ieri. A scaglioni, in questi giorni verranno pagati i 65 lavoratori della 3 Emme, ditta di appalto che si occupava di manutenzione dell’altoforno. Settecento euro e non 890, come gli ultimi due mesi, con quell’aumento dovuto a un anticipo del Tfr. I soldi non ci sono, alla Manutenzioni Mezzi Meccanici, e anche quell’abbozzo di tredicesima è un miraggio. I dirigenti aziendali avevano parlato di un acconto da erogare il 19, poi il 20 (che è un sabato). Stiamo parlando di cifre irrisorie, cioè di quattro dodicesimi della tredicesima, visto che il calcolo tiene conto dei primi quattro mesi dell’anno. Da fine aprile infatti, con lo spegnimento dell’Afo, tutti sono in cassa integrazione. La tredicesima quindi ammonterebbe a circa trecento euro. L’acconto, alla metà. Pochi soldi, con cui non ci paghi né l’affitto né le bollette. Che non bastano per un mese di spesa, che non ti permettono di fare regali ai figli o al coniuge per Natale.

E la prospettiva è anche peggiore. Perché Cevital e lo stesso commissario Piero Nardi potrebbero decidere di non firmare accordi con un’azienda così problematica. Prima i ritardi nei pagamenti, diventati quasi cronici. Poi il ritardo con cui la 3 Emme aveva presentato la documentazione necessaria per la cassa integrazione. Infine la mancata presentazione del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, che aveva comportato il blocco dei pagamenti da parte della Lucchini.

Ad agosto era stato firmato un accordo tra la Regione, Fidi Toscana e alcune banche tra cui la Popolare di Vicenza, il Monte dei Paschi, La Cr Firenze e la Cr di San Miniato, per tutti quei lavoratori in cassa integrazione le cui aziende non potevano anticiparla. Era stato aperto un conto tecnico di 5.600 euro a zero spese. Cioè per i lavoratori c’erano otto mensilità garantite (700 euro), in attesa della cassa e degli arretrati.

Il problema è che alla 3 Emme mancano liquidi, oltre un milione e centomila euro per commesse non pagate (su un bilancio di 3,6 milioni). Seicentomila euro devono arrivare dalla Sanac, cinquecentomila dalla Italian coke.

Ieri due dirigenti della 3 Emme, Antonio Guarino e Bruno Valentino, hanno accolto l’invito del sindaco e sono stati ricevuti in Comune. All’incontro hanno partecipato anche i sindacati.

«Hanno detto che domani (oggi, ndr) partiranno i decreti ingiuntivi - spiega Massimo Giuliani - e che non appena recupereranno quelle somme pagheranno tutto. Loro pensano di potercela fare nel giro di un mese».

Sembra una previsione un po’ troppo ottimistica. In ogni caso, se ne riparla per il prossimo anno.

Giorni addietro anche alcuni lavoratori erano andati a parlare con il sindaco, chiedendo la sospensione dei pagamenti dell'acqua e della Tari. Giuliani ha promesso la rateizzazione di quest’ultima e un impegno anche sul fronte di Asa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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