Con l'accorpamento della nostra Asl, 195 dipendenti in esubero
La riduzione delle aziende sanitarie è una mossa obbligata imposta dai tagli nazionali ma comporteranno anche una riduzione dei dipendenti
PIOMBINO. «Accorpare le Asl, se per me era prima di tutto una scelta di politica sanitaria, ora rischia di essere un passaggio obbligato. La manovra nazionale impone alla Toscana una spending review di 444 milioni di euro. Di questi 180 milioni non possono che essere tagli sulla sanità. Quindi, riorganizzare e dichiarare gli esuberi non soltanto per il personale della Regione Toscana ma anche per il comparto sanitario potrebbe essere una delle poche strade percorribili per evitare un aumento delle tasse. Secondo una nostra ricostruzione la media degli esuberi, ricorrendo ad una sorta di prepensionamento, dovrebbe corrispondere a circa il 5% del personale della Asl 6 ovvero 195 dipendenti». Lo dichiara il consigliere regionale di Più Toscana, Gian Luca Lazzeri membro della IV commissione Sanità.
«Abbiamo assistito – sottolinea – a un dibattito dove il presidente Enrico Rossi ipotizzava tre grandi Asl comprendendo in queste anche le aziende ospedaliere che, ricordiamo, vedono le università come partner. L’intersindacale medica paventa che con questa manovra finirà la sanità toscana, io penso che questa sia la sfida del nuovo Consiglio Regionale e del suo presidente. Occasione per costruire la sanità per i malati o mera operazione di chirurgia finanziaria? Rossi ha abbracciato questa sfida senza se e senza ma e questo lo riteniamo sicuramente positivo».
Il comportamento dei residenti dell’Asl 6 di Livorno offre il quadro di una mobilità principalmente interna all’eventuale futuro territorio dell’unica grande Asl di Area Vasta Nord-Ovest che potrebbe nascere con la riorganizzazione. A dimostrarlo sono i numeri delle scelte operate dai pazienti. Nel 2013 la mobilità passiva in uscita dall’Asl 6 e diretta entro i confini dell’Area Vasta Nord-Ovest (Pisa, Viareggio, Lucca, Massa) è costata all’Asl 6 58.485.695 di euro mentre quella in ingresso dall’Area Vasta ha fatto guadagnare 3.098.994 di euro per un saldo passivo di – 55.386.701 di euro. Da questa lettura si evince che se nell’Area Vasta Nord-Ovest fosse stata presente un’unica Asl il saldo negativo si sarebbe potuto azzerare. Interessante anche il dato del saldo fra la mobilità attiva e passiva oncologica: a fronte di un ricavo di 387.818 euro per prestazioni attratte da fuori regione nell’Asl 6 si sono registrate fughe fuori regione per un costo di 1.469.127 di euro.
Sul piano delle eccellenze nell’Asl 6 di Livorno gli indici dell’analisi Mes 2013 che classificano l’esito dell’analisi come performance ottime sono percentuale di fumatori, capacità di governo della domanda, equilibrio economico reddituale. Si registrano anche dati negativi che l’analisi Mes classifica come performance molto scarse riferiti ai seguenti indicatori: percentuale di visite cardiologiche entro 15 giorni, percentuale di paziente in codice giallo visitati entro 30 minuti, tasso di occupazione dei posti letto per acuti, tasso di accesso al pronto soccorso, percentuale di pazienti che si dimettono volontariamente da ricovero ospedaliero. La scommessa quindi è recuperare le negatività estendendo a tutta l’Area Vasta le positività. I residenti dell’Asl 6 di Livorno quindi, in caso di riorganizzazione avranno la possibilità di scegliere le eccellenze presenti all’interno dell’eventuale futura grande Asl senza rappresentare un costo per la propria Asl.
Per quanto riguarda invece i numeri del personale la situazione è la seguente: il totale dei dipendenti dell’Asl 6 di Livorno nel 2013 ammontava 3.915 unità. Di questi 2.911 costituiscono personale sanitario, 695 tecnici, 13 per il personale di ruolo professionale e 296 amministrativi per un costo complessivo di 149.571.015 di euro. I giorni di assenza media procapite invece sempre nel 2013 sono stati 27,35 di poco sopra la media di Area Vasta ferma a 27,2 giorni. In base ad una ricostruzione da noi effettuata, una stima esatta la sta ricostruendo l’assessorato in queste ore, stimiamo che gli esuberi in tutta l’Asl 6 di Livorno ammonterebbero a circa il 5% del personale ovvero 195 dipendenti.
Sul quadro clinico di Area Vasta invece purtroppo a fronte di stili di vita tra i migliori a livello regionale (ad esempio per attività motoria e consumo di alcolici e tabacco) nell’Asl 6 di Livorno si registrano alte incidenze di mortalità per tumore e problematiche cardiache. Sul capitolo mortalità l’Asl 6 di Livorno infatti ha il più alto numero di decessi per tumore della sua Area Vasta con 3.645 casi, lo stesso vale per il numero di infarti del miocardio che nel 2013 sono stati 2.168, il valore più alto registrato fra le 5 Asl di Area Vasta. Per quanto riguarda i posti letto ordinari pubblici – dice –dal 2012 al 2014 sono calati di 58 unità.
L’Asl 6 nel 2013 ha ottenuto il maggior numero di richieste di risarcimento di Area Vasta (Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa esclusa) con 153 richieste, 69 in più dell’Asl 1 di Massa, al secondo posto per numero di richieste. Il dato è in crescita: nel 2012 infatti le richieste danni registrate nell’Asl sono state 144.
Per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso nel 2013 dentro i confini dell’Asl 6 se ne sono registrati 134.786: 4.334 codici bianchi, 23.329 codici azzurri, 69.165 codici verdi, 30.232 codici gialli, 2.845 codici rossi. Una miglior organizzazione sul territorio dovrà limitare l’accesso dei codici bianchi/azzurri. Questo dovrà essere uno degli obiettivi della medicina del territorio. Nei confini dell’Asl 6 infatti a fronte della prevista apertura di 6 Case della Salute, oggi si conta una sola struttura aperta.
Rispetto al 2012 nell’Asl livornese si è registrato un calo delle risorse destinate ai livelli essenziali di assistenza cioè tutte le prestazioni, servizi e attività che i cittadini hanno diritto a ottenere dal servizio sanitario nazionale. Se nel 2012 le risorse spese erano 628.780.037 di euro nel 2013 sono scese a 616.267.561 di euro. A crescere è stato anche il saldo dell’attività in intramoenia cioè le prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, che però utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso a fronte del pagamento del paziente di una tariffa. Il saldo (la differenza fra costi e ricavi) è cresciuta dai 71.971 euro del 2012 ai 110.040 euro del 2013.
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