Il Tirreno

La disperazione dei lavoratori 3 Emme

Ancora nessuna certezza sul pagamento della cassa integrazione e della tredicesima

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PIOMBINO. Tra i 65 lavoratori della 3 Emme il livello di esasperazione è alto. Comprensibilmente alto.

Telefonate in redazione, incontri con istituzioni e con i sindacati. Confederali e non. L’impressione, qualche volta, di essere scaricati. Di girare a vuoto in un vortice di buchi nell’acqua.

Natale è alle porte, garanzie di riscuotere quei settecento euro di cassa integrazione, arretrati inclusi, non ce ne sono. Ancor meno di ricevere la tredicesima. Promessa, stavolta, per venerdì.

Ci sono, invece, bollette da pagare, la Tari, l’affitto e tutto il resto. Manca la possibilità di far fronte a cose semplici, di mandare avanti la famiglia. Con un po’ di dignità. Su questo si soffermano gli sfoghi degli operai. Ascoltarli fa male. Come il senso di impotenza.

Nei giorni scorsi un gruppo di loro e il referente Slai Cobas, Giancarlo Chiarei, sono stati ricevuti dal sindaco, Massimo Giuliani. Hanno chiesto la sospensione dei pagamenti dell’acqua e della Tari.

«Il sindaco - dice Antonio Di Pace - si è impegnato a seguire la situazione e a verificare la possibilità delle dilazioni. Davanti a noi ha anche cercato inutilmente un contatto con l’azienda. Le ha scritto senza ricevere risposte. Non ce la facciamo più».

«La 3 Emme non ha soldi», questo si sentono ripetere. Tanto che qualcuno comincia a pensare che, alla fine, la moblità possa essere un vantaggio.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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