Il Tirreno

Almeno un computer per il giudice di pace Il servizio a rischio

di Cecilia Cecchi

Ieri mattina con una telefonata dal tribunale l’annuncio del “trasloco” del materiale informatico, interrotta l’udienza

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PIOMBINO. Una telefonata dal tribunale di Livorno - con udienza in corso - per annunciare l’arrivo dei commessi per il “trasloco” di computer e materiale informatico. Una telefonata per, anche se non cancellare, sicuramente sospendere l’ufficio del giudice di pace.

Il giudice di pace - magistrato onorario chiamato a decidere cause minori, in ambito civile e penale – resta una figura di notevole rilevanza anche qui da noi, con ancora circa 700 fascicoli all’anno da valutare (ridotti di molto solo grazie alla diminuzione delle opposizioni alle sanzioni amministrative, da quanto è stata introdotta la riduzione del 30% per i pagamenti in pochi giorni...).

Immediato il summit degli avvocati dell’Associazione Forense Area Piombinese che si trovavano nella sede di via De’ Amicis. Certo era comunque previsto - ma per il 16 dicembre - il passaggio dell’ufficio del giudice di pace dal ministero al Comune, questo secondo le circolari in giro dal novembre scorso. Col personale in blocco trasferito a Livorno (quattro persone, di cui tre di Piombino), mentre secondo quanto vi si leggeva, le attrezzature potevano esser lasciate in comodato d’uso al Comune (che naturalmente aveva fatto adeguata domanda). A quanto pare, in città ,non era mai arrivata nessuna risposta ufficiale. Anche in questo caso un po’ tutto si è mosso in base delle circolari del ministero, come filo d’Arianna; poi l’improvvisa sterzata. Di venerdì scorso il documento (che però in pochi devono aver visto) dove si diceva che tutti i beni in uso dovevano rientrare nella disponibilità del tribunale di Livorno. Forse come nota a margine doveva essere riportato un inatteso “immediatamente”.

O forse il tribunale mirava ad anticipare di un giorno il passaggio di consegne?

Già in pratica resta solo il giudice di pace perchè il Comune ha evitato la soppressione caricandosi tutte le spese di funzionamento (personale, formato dalla scorsa estate e ufficio).

Però programmando di portar via tutto il materiale informatico si va ben oltre la teoria dell’elastico (o della coperta corta, se si resta col niente all’improvviso). É stato lo stesso giudice di pace Lorenzo Caruso a contattare il presidente del Tribunale di Livorno Vincenzo Martorano sollecitando che «almeno venisse lasciato un computer per permettere al lavoro di proseguire, inserendo pure i dati dell’ultima udienza». L’addio al tribunale di Piombino è del settembre 2013. A segnare ancora una volta il solco è l’ultima circolare ministeriale di venerdì 12 dicembre, unita al grave senso di difficoltà vissuto in via De Amicis. Si scoprirà solo stamani, data definitiva del passaggio, se almeno un pc è rimasto per garantire il proseguimento del servizio, in salvo ma non del tutto (e, in dubbio, se da subito).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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