Il Tirreno

Incidente al porto a una nave cisterna

di Guido Fiorini

Si rompe un tubo: olio in banchina e (in piccola parte) in mare. La Ft Nervi sta svuotando la centrale Enel di Tor del Sale

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Incidente al porto durante le operazioni di svuotamento dei serbatoi di olio combustibile della centrale Enel di Tor del Sale: un tubo della nave cisterna si è rotto e l’olio, nero e melmoso, è finito sulla banchina, sulla nave e, in piccola parte, anche in mare.

È successo venerdì mattina ma la nave, la Ft Nervi, cisterna italiana lunga circa 120 metri, 7500 tonnellate di stazza, è ancora ancorata ad una delle nuove banchine e sta terminando le operazioni di carico.

Secondo la ricostruzione fatta dagli uomini del porto il tubo, forse difettoso, a un certo punto si è rotto di netto. Il calo improvviso di pressione ha fatto scattare i meccanismi di protezione delle pompe, così che dopo qualche secondo l’erogazione si è interrotta. E fortuna ha voluto che l’Autorità portuale pretenda che, in questi casi, vengano piazzate preventivamente panne anti inquinamento attorno alla nave. Così quella parte di olio che è finita in mare è rimasta circoscritta alla zona fra la banchina e la nave stessa. È stata subito aspirata, mentre la nave e la banchina sono state pulite. Non ci dovrebbero essere danni ambientali, vista la quantità scarsa di olio finita in acqua.

Certo è che la Ft Nervi è la sesta nave cisterna che, nelle ultime settimane, arriva a Piombino per caricare l’olio combustibile della centrale di Tor del Sale. Nei fatti, svuotando i serbatori, si conferma la volontà di Enel di dismettere la centrale, ormai considerata marginale.

Lo aveva ammesso anche Francesco Starace, all’inizio di novembre, durante un’audizione in Senato. L’amministratore delegato di Enel aveva spiegato che numerose centrali in Italia, 23 per la precisione, non servono più.

«Per queste – aveva detto – faremo quindi partire processi di dialogo con il territorio».

Non c'è una strategia unica per tutte e 23 le centrali: «Che vengono divise in tre grandi gruppi: i siti in cui la produzione può andare avanti con una tecnologia diversa, quelli che non sono più pensabili come siti produttivi perché dentro agglomerati urbani (come Genova, Bari e Livorno)» e infine i siti produttivi non all'interno di città (come Tor del Sale) ma che non hanno probabilità alta di continuare a produrre e su cui, ha detto Starace: «Faremo partire concorsi di idee per vedere cosa si può fare creando occupazione al di là della produzione di elettricità, sfuggendo quindi al nostro oggetto sociale».

In quest'ultimo caso, comunque, l'Enel potrebbe anche defilarsi, perché: «Non abbiamo l'arroganza di gestire tutto noi solo perché si tratta di siti antichi dell'Enel».

A titolo di esempio, l'ad ha osservato che «C'è una grande ricerca di siti adatti a costruire data center: le centrali elettriche sono tipicamente buone per i data center». Comunque, ha concluso, «faremo comunicazioni molto specifiche sito per sito».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web