Il dolore
«Il regolamento va cambiato»
L’associazione Liberarti critica nei confronti dell’assessore Berti
PORTOFERRAIO. «Il Centro giovani è l’unico spazio adeguato per lavorare coi bambini». L’associazione Opificio Liberarti replica con queste parole all’assessore Laura Berti che ha individudato - tra gli 11 e i 35 anni - la fascia di età per il nuovo Centro giovani.
«Lo spazio pubblico risulta l'unico adeguato per attività extrascolastiche, quali doposcuola, ludoteca e attività laboratoriali di vario genere – spiegano dall’associazione – l'unico che soddisfa le normative sulle barriere architettoniche, l'unico adeguatamente riscaldato e salubre. In attesa che il Comune disponga di altre strutture che soddisfino l'esigenza di spazio dei cittadini più piccoli, il Centro giovani potrebbe essere considerato, con evidenza realistica, un centro polivalente e un servizio essenziale dovuto alla cittadinanza contribuente».
L’assessore ha sostenuto che lo spazio è stato inutilizzato per due anni, ma frequentato “ufficiosamente” dalle associazioni che svolgevano attività per bambini. «Vediamo quali siano, nella realtà dei fatti, documentabili le attività svolte in quel luogo – aggiungono dall’Opificio - lo scorso anno al Centro giovani si sono svolti laboratori di arte, riciclo, teatro, letture, musica e psicomotricità e anche laboratori di fotografia in regime di volontariato. Le attività sono state finanziate da fondi regionali (Pez) in seguito ad un lavoro di ricerca di base dei bisogni dal basso. Un lavoro durato molti mesi che ha visto impegnati insegnanti, professionisti dell'educazione, della psicoterapia, del sostegno insieme ai genitori. Un buonissimo lavoro, premiato infatti dalla Regione che ha riconfermato anche per questo anno, i fondi per la formazione e per attività laboratoriali».
L'associazione LiberArti ha offerto le proposte laboratoriali diversificate in quel luogo che hanno avuto un grande riscontro cittadino. «La consistente partecipazione al progetto “Oplà” ha confermato, ad esempio, la necessità di spazi di condivisione, soprattutto nel periodo invernale, per famiglie e bambini. Si chiede pertanto di rivedere, in tempi brevi, il regolamento del Centro giovani sia per quanto riguarda la fascia d'età, sia per la gratuità dello spazio in circostanze come queste che non richiedono aggravi di spese pubbliche ma solo la possibilità di usufruire di fondi già stanziati e in continuità con il lavoro svolto in precedenza. L'Opificio LiberArti si vede costretto ad iniziare il lavoro in ritardo, per mancanza di chiarezza e lungaggini protratte fino ad oggi, e a pagamento, affidandosi al buon cuore di qualche privato, di fatto togliendo risorse allo stesso progetto regionale».
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