Il Tirreno

Gestione associata, questa sconosciuta

di Luca Centini

In un anno l’ente ha gestito 950mila euro, 45mila solo per ospitare i giornalisti. E la tassa di sbarco potrebbe aumentare

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PORTOFERRAIO. Sono i cittadini a mettere la benzina nel serbatoio della Gestione associata del turismo dell’Isola d’Elba. E di benzina nel 2014 - il primo anno a pieno regime della tassa di sbarco - ne è arrivata di più rispetto alle stime, tenute volutamente sotto il livello di guardia.

L’organismo intercomunale, di cui Capoliveri è il Comune capofila, ha potuto contare su un budget di tutto rispetto, basti pensare che, al 20 novembre, il gettito raccolto con la tassa di sbarco (1 euro per ciascun passeggero in arrivo all’Elba) era già salito a 932.818 euro. Ci sono buoni margini affinché, a fine 2014, il tesoretto complessivo accumulato possa arrivare sino a quota 950mila euro. Tanti soldi, insomma, a disposizione di un organismo che ha il compito, su mandato diretto di tutti i Comuni elbani, di spingere forte sull’acceleratore della promozione turistica, in modo da far uscire finalmente l’Elba dalla crisi. Ma se, in giro per la Toscana, non sono mancati gli apprezzamenti per il nuovo modello sperimentato all’Elba, sull’isola non è chiaro quali siano gli obiettivi raggiunti dalla Gestione associata, come sono state distribuite le risorse e, soprattutto, come sono stati spesi i soldi pubblici. Consultando il sito internet del Comune di Capoliveri, ente capofila della Gestione associata, siamo riusciti a ricostruire, almeno a grandi linee, le finanze dell’organismo che non è provvisto di un bilancio suo. E a tracciare le spese. Gli spunti non mancano, così come le curiosità, basti pensare che solo l’associazione Albergatori elbani, dati alla mano, è stata liquidata con 45mila euro suddivisi in tre tranche per il servizio di vitto e alloggio per le troupe di giornalisti e per le persone che in questi mesi hanno gravitato nell’ambito della Gestione associata.

Ma, oggi, partiamo dall’inizio, ovvero dal portafoglio su cui la Gestione associata ha potuto contare nel 2014.

Il budget. «Avevamo previsto un budget di circa 800mila euro, su cui abbiamo parametrato gli impegni di spesa – ha spiegato Claudio Della Lucia, vice sindaco di Capoliveri e responsabile della Gestione associata – ci siamo tenuti bassi volutamente, era il primo anno intero di tassa di sbarco». In realtà a fine dicembre gli introiti della tassa arriveranno, presumibilmente, fino a 950mila euro.

La distribuzione. La tranche più corposa di budget è stata distribuita agli otto Comuni elbani che hanno così finanziato gli eventi, legati al Bicentenario di Napoleone, compiuti sul territorio. A ciascun Comune è stata riconosciuta una quota parte di 50mila euro, eccezion fatta per Portoferraio, centro della manifestazione napoleonica, che ha concordato con la Gestione associata delle risorse extra (in tutto 94mila euro). La cifra complessiva assorbita dai Comuni si attesta sui 494mila euro. Spulciando gli impegni di spesa pubblicati sul sito del Comune di Capoliveri le risorse già impiegate, tenendo conto solo degli impegni superiori a 1000 euro, superavano i 680mila euro, ma la cifra è destinata a salire prima della chiusura dell’anno. Le spese proprie della Gestione per le sue attività superano di conseguenza la quota dei 200mila euro, mentre la parte rimasta sarà utilizzata in parte, tramite un fondo di rotazione, per finanziare gli studi sulle voragini del Piano, e in parte per dare slancio alla campagna di promozione per l’inizio del prossimo anno.

La tassa aumenta. Il margine di manovra della Gestione associata del turismo sarà ancora più ampia nei prossimi anni. Non è un mistero, infatti, che i sindaci stiano valutando un aumento della tassa già dal 2015. È stato Ruggero Barbetti a lanciare la proposta, nella conferenza dei sindaci che si è tenuta lo scorso settembre. Un’ipotesi che, già nel corso della conferenza, è stata accolta favorevolmente da Andrea Ciumei. Da allora, tuttavia, non ha fatto seguito una decisione definitiva, dal momento che sarà il governo, nell’ambito dell’approvazione della legge di stabilità, a modificare l’impianto della tassa di sbarco. Le ipotesi in campo, al momento, sono due.

La tassa potrebbe passare da 1 euro a 1,5 euro o, addirittura, raddoppiare. L’aumento dell’imposta di scopo assicurerebbe, soprattutto per i Comuni più piccoli, un modo per mettere a posto i bilanci, dal momento che con il gettito della tassa si coprirebbe buona parte delle spese per i servizi turistici e per gli eventi comunali. Resta da capire come i turisti prenderanno l’aumento della tassa. Il rischio è che una reazione negativa finisca per azzerare, paradossalmente, lo sforzo di promozione che proprio la Gestione associata dovrebbe compiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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