Sicurezza
Ecco il piano di Asiu per tappare il “buco”
Parla il presidente Murzi: «Aspettiamo il via libera per una seconda discarica. E poi tratteremo con Cevital»
PIOMBINO. Una seconda discarica, a fianco dell’attuale, e la riapertura dell’impianto Tap, quello del “conglomix”, con la nuova possibilità di trattare anche l’amianto. Ovviamente dopo un incontro con gli uomini di Cevital, nuovi proprietari della Lucchini, che nel Tap hanno una quota.
È questo il piano del presidente Fulvio Murzi, a breve, media e lunga scadenza, per risollevare Asiu dalla difficile situazione finanziaria in cui si trova.
E preparare così il terreno al passaggio della gestione di raccolta dei rifiuti e spazzamento a Sei Toscana, la società che già ha in mano i servizi a Grosseto, Siena e Arezzo.
Dei debiti di Asiu si è parlato molto a livello politico, sia in consiglio comunale, ce n’è stato uno speciale lo scorso 4 dicembre, sia in incontri che lo stesso Murzi ha avuto con i sindaci dei sei Comuni serviti dall’azienda. E ora il presidente ci spiega nei dettagli cosa è successo. E cosa ha in mente.
Asiu è in difficoltà?
«Sì, non lo nego. Asiu è in difficoltà. E lo è perché, quando abbiamo costruito l’impianto Tap, quello che produce il “conglomix”, per non gravare sulle tasche dei cittadini abbiamo scelto di usare la liquidità di cassa. È costato 11 milioni di euro, 4 da contributi europei, 7 nostri. Adesso il Tap è fermo, perché Lucchini è chiusa, anzi ha chiuso proprio quando stavamo mettendo in moto il Tap. Ora stando fermo costa circa 90/100 mila euro al mese. Risultato? Mancano in bilancio circa 1,5 milioni di euro».
Un sacco di soldi.
«Sono molti, ma se crediamo nella possibilità dell’azienda di continuare a gestire i rifiuti urbani e quelli speciali, allora forse non è il caso di gettare via il bimbo con l’acqua sporca. Insomma, ci sono i margini per rientrare. E i sindaci mi hanno accordato un mese di tempo per verificare il piano che ci dovrebbe permettere di ripartire».
Su cosa si basa il piano?
«I capisaldi sono sostanzialmente due: nuova discarica e nuovi acquirenti della Lucchini».
Partiamo dalla discarica.
«La discarica è una prospettiva nei tempi medio-lunghi. Stiamo aspettando dal ministero la risposta alla nostra richiesta di realizzarne una nuova, a fianco dell’attuale. Si tratterebbe di un impianto da oltre un milione di metri cubi che, tradotti in ricavi per il conferimento di rifiuti, sono dai 200 ai 300 milioni di euro. E certo non mancano i clienti... Appena avremo il sì andrà progettata e poi realizzata».
Invece la Cevital?
«Con loro dovrò parlare. Ho chiesto un incontro, spero di averlo in tempi ragionevolmente brevi. Al centro ci sarà l’impianto Tap, ma non solo. Al momento quella struttura, di cui Asiu ha il 75,1% e Lucchini il 24,9% è fermo e costa quasi 100mila euro al mese. In attesa di capire quanti e quali scorie di lavorazioni dell’acciaio ci saranno, da utilizzare per il “conglomix”, vorremmo intanto utilizzarlo per altre funzioni, in modo almeno da coprire questi costi fissi che abbiamo».
Quali funzioni?
«Pensiamo all’amianto. Non dimentichiamo che ci saranno da fare bonifiche importanti nell’area. E che arriveranno le navi militari che di amianto sono molto ricche. Insomma, ci sarebbe la possibilità di usare Tap, che vuol dire Tecnologie Ambientali Pulite, anche in modo diverso».
Di cos’altro parlerete con Cevital?
«Di sicuro faremo vedere loro lo studio che fece Enea per noi per un impianto solare termodinamico e biomasse. Certo sarebbero “solo” 50 megawatt, ma credo che lo debbano valutare prima di pensare ad altro».
Ma tutto questo basterà per i conti nel breve periodo?
«No, ci manca fluidità di cassa. Per questo da una parte stiamo parlando con le banche, dall’altra con i Comuni per cambiare la periodicità dei versamenti legati alla tariffa che riscuotono dai cittadini. Siamo a buon punto».
Veniamo a Sei Toscana. Quando cederete i servizi?
«Ci sono ancora dei passaggi da fare. Intanto è in corso la trattativa per inserire nel consiglio direttivo dell’Ato Sud un rappresentante della Val di Cornia. Adesso sono 3 di Arezzo, 2 di Grosseto e 2 di Siena. Arezzo dovrebbe perderne uno per darlo a noi. Pare una piccola cosa, ma un ombrello politico ci vuole quando si fanno queste operazioni. In ogni caso pensiamo di esser pronti per giugno 2015, in questo momento stiamo valutando il costo dei servizi, ci sono alcune differenze fra le nostre valutazioni e quelle di Sei».
Cosa cambierà?
«Per i cittadini nulla o quasi. Passeranno in Sei Toscana circa 90 dipendenti, quelli che si occupano di raccolta e spazzamento. Gli altri resteranno in Asiu, per la parte amministrativa e la gestione degli impianti, che resteranno di nostra proprietà. Ma che verranno utilizzati da Sei Toscana».
Andrà avanti il progetto per il “porta a porta”?
«Sì, ma a “step”, un passo alla volta. Farlo tutto insieme graverebbe sui costi del 35%, cifra che i cittadini si ritroverebbero in bolletta. E io su questo sono contrario. Dopo Piombino vecchia a gennaio partiamo con i Diaccioni. Poi faremo una zona alla volta».
@guifiorini
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