Sicurezza
Caos defibrillatori, verso una deroga
La Regione li impone dal primo gennaio in tutti i campi, ma manca il regolamento attuativo. E le società aspettano indicazioni
PIOMBINO. Caos defibrillatori. Non può che definirsi in questi termini la confusione che gira attorno all’argomento diventato attuale a partire dal decreto Balduzzi, “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”, varato nel 2012, ma pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 20 luglio 2013. Intorno alla questione ancora molti dubbi, differenze di interpretazioni e quant’altro.
Il decreto stabilisce l’obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatori semiautomatici. «L’onere della dotazione e della sua manutenzione è a carico della società – si legge nel provvedimento – che possono demandare l’onere della dotazione e della manutenzione al gestore dell’impianto sportivo attraverso accordo». Ovviamente non basta dotarsi di defibrillatore, ma occorre ci sia anche qualcuno in grado di usarlo. Ecco allora «l’obbligo di individuare soggetti che all’interno dell’impianto appaiono più idonei a svolgere il compito di first risponder».
Il personale in questione, dovrà essere istruito con corsi effettuati da centri di formazione accreditati dalle singole regioni. Il Coni territoriale terrà a breve un incontro informativo sulla materia, oltre a programmare una prima serie di corsi.
Una circolare della Federazione medico sportiva italiana, datata 8 maggio 2013, chiariva la tempistica dell’entrata in vigore del decreto, prevista in 30 mesi per le società sportive dilettantistiche e 6 per quelle professionistiche, a partire dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale. Facendo due conti, gennaio 2016.
Questo ovunque, tranne che in Toscana (e, parrebbe, Lombardia). Nella nostra regione infatti la legge n.22 dell’8 maggio 2013 sulla “Diffusione dei defibrillatori” fa decorrere il provvedimento già dal primo gennaio 2015. Praticamente tra pochissimi giorni. Panico da parte delle società che non sanno come muoversi, angosciate ormai dai tempi strettissimi ma anche dalla poca informazione.
Con buona pace della legge regionale tuttavia i tempi probabilmente si allungheranno. Le società infatti non sono pronte, e i corsi ancora troppo pochi per sopperire alle esigenze di tutti; ma soprattutto il regolamento di attuazione, di cui si parla all’articolo 8 della legge regionale, «da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge stessa», non è mai stato realizzato. Per questo a giorni dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – arrivare la notizia di un’eventuale deroga di almeno sei mesi.
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