Il Tirreno

campo nell'elba

Tutto il paese si mette in posa per il calendario anni Sessanta

di Luigi Cignoni
Scene da un matrimonio nel calendario del circolo Bonalaccia e Filetto
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Scene da un matrimonio nel calendario del circolo Bonalaccia e Filetto

Il circolo Bonalaccia e Filetto rispolvera il passato della frazione, ecco il backstage cliccatissimo su Youtube

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CAMPO NELL'ELBA. C'è la radio vecchio stile, i paesani e contadini vestiti come sessant'anni fa. C'è persino il matrimonio alla vecchia maniera, con tutto il quartiere in festa davanti alla chiesa. Sono alcuni degli scatti del calendario 2015 realizzato dal circolo ricreativo Bonalaccia - Filetto. Un calendario cult, visto che dal 2011 viene confezionato, la cui realizzazione si può osservare su Youtube (il video è cliccatissimo), dove un filmato porta in scena l'intero backstage del lavoro svolto dal circolo.

Il calendario cult. Un calendario così, non lo si era mai visto. Ossia, per essere più precisi, la formula era stata sperimentata nel 2011. Poi, visti i risultati e soprattutto la risposta favorevole del pubblico, riproposta, ampliandola e modificandola, fine ad arrivare a quella attuale. Il circolo culturale Bonalaccia e Filetto ha voluto superarsi per l’edizione del calendario 2015. E tutta la frazione collimare dl comune di Campo, o meglio, tutti i suoi abitanti, sono diventate comparse per “animare” quadretti di cinquant’’anni fa che riproducevano la vita di allora, le situazione di allora, le feste, gli anniversari e così via.

“Sulla tracce del nostro passato – dice il presidente del circolo  Miliano Miliani – Intendiamo riportare agli onori della cronaca quelle usanze e quei costumi che hanno scritto la nostra storia recente”. Così, su un canovaccio studiato a tavolino da Gian Mario Gentini (autore delle foto) ha cominciato a selezionare le foto migliori per riproporre le stesse pose, ma con attori attuali.

Così rivivono scene tratte da un matrimonio che si è celebrato una cinquantina di anni fa, con in primo piano il parroco della pieve montana con tanto di paramenti sacri, la sposa in perfetto abito bianco e il suo velo, le sue amiche, gli invitati, le comari del paese; poi le ricorrenze, le feste paesane di primavera con l’albero della cuccagna, il tiro della fune. Che dire anche dei vecchi mestieri che si praticavano da queste parte e che l’età moderna ha spolverato e confinato in soffitta, negli album dei ricordi, come il fabbro, il falegname, il fornaio; senza dimenticare infine lo sport. O meglio gli atleti che gareggiavano nelle manifestazioni sportive che si promuovevano fra le due guerre e che con le loro imprese tenevano alto il nome di San Piero.

Come, tanto per fare qualche nome, Armando Ricci, il pugile fortissimo. Oppure i ciclisti (il ciclismo è stata una passione molto sentita e avvertita da queste parti dell’Isola) che rispondono ai nomi di Italo Paolini e Pietro Mazzei. Immagini e suoni, in un perfetto insieme.

Gian Mario Gentini è riuscito a coniugare insieme le immagini alle canzonette che all’epoca erano di moda: l’effetto che il visitatore ha, è assicurato. E anche se la scena della riproduzione del soldatino che lascia la fidanzata per correre al richiamo alle armi della Patria propende verso la nostalgia e della malinconia del tempo che fu, l’effetto della polvere del tempo viene spazzata via dall’augurio che il circolo della Bonalaccia rivolge agli ospiti di “Buon 2015”. E speriamo che l’anno a venire si mostri tale.

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