Toscana
«Il porto attira ma la 398 è fondamentale»
Guerrieri ha inviato la relazione al governo chiedendo 80 milioni. Intanto l’Ap farà una seconda strada per il Gagno
PIOMBINO. Le cose fatte, quelle in corso d’opera e soprattutto quelle da fare per il porto che c’è e che verrà. A cominciare dalla 398. Perché quell’infrastruttura è fondamentale, indispensabile. Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale, ha inviato al governo la relazione prevista dal Decreto “Sblocca Italia” ribadendo l’urgenza della bretella di collegamento. A prescindere dai capricci di Sat.
Nel frattempo, la stessa Autorità portuale realizzerà a proprie spese (grazie ai ribassi) una strada per collegare il porto alla rotonda del Gagno, in modo da evitare l’attraversamento della città. Il progetto c’è già, fra poco la gara. Ci vorrà un anno per questa strada, la seconda realizzata dall’Ap dopo la cosiddetta “strada Dalmine”. Ma la 398 ci vuole anche in vista di un altro flusso, quello dei crocieristi.
Guerrieri batte cassa, stima in 100 milioni l’operazione 398, e considerando i 20 stanziati dalla Regione ne chiede 80 al governo Renzi.
C’è molto nelle settanta pagine della relazione, inviata ieri allo scadere dei termini imposti dall’articolo 29 del decreto. Termini rispettati in extremis, con la definizione della vendita Lucchini. Ci sono le strategie che hanno ispirato il Piano regolatore portuale del 2013, gli Accordi di programma del 12 agosto 2013 e del 24 aprile 2014 che hanno «collocato il porto di Piombino e le infrastrutture di collegamento in posizione centrale o comunque rilevante, in quanto fattore essenziale di crescita competitiva per facilitare il conseguimento degli obiettivi più generali di rilancio economico delle attività industriali presenti».
Nel documento si sottolinea che quelle scelte «stanno determinando un grado di reattività del contesto economico-imprenditoriale a larga scala attraverso il manifestarsi di precise progettualità che si innestano sulle nuove potenzialità portuali e su tutte le opportunità derivanti dall’esistenza di un territorio vocato alla grande industria che può essere riorganizzato, ammodernato, riconvertito e diversificato».
Si parla di refitting, di boniche, di crociere, di terminal. Di fondali a meno 20 pronti. E ovviamente di Cevital. Ma «la proposta algerina non è l’unica che guarda in positivo al nuovo sviluppo portuale, tutta la grande darsena nord è interessata da proposte che dovrebbero trovare la propria attuazione in tempi rapidi e con prevalenti risorse private».
Insomma, secondo Guerrieri la scommessa-porto ha dato i primi frutti ma può darne moltissimi altri. Però servono altre infrastrutture. Lo si legge nelle tredici schede progettuali in cui si parla anche di linee ferroviarie e di coordinamenti con il porto di Livorno ma soprattutto di prolungamento della 398 fino al porto, «progetto ben conosciuto alle autorità di governo in quanto oggetto di intese istituzionali finora senza esito positivo. Se ne raccomanda pertanto, a seguito delle recentissime posizioni assunte da Sat spa, la piena assunzione in carico per quanto non coperto dagli impegni regionali data l’importanza di questa infrastruttura nel complessivo disegno di attuazione del Prp e del progetto di rilancio economico e occupazionale del territorio».
Nel dettaglio, si chiede al governo «di tenere conto dei precedenti impegni purtroppo non rispettati (Accordo programma quadro del 21 dicembre 2007 e Protocollo di intesa dell’11 ottobre 2010) e di dar seguito a quanto previsto dall’ultimo Adp del 24 aprile 2014 attivando il progetto della strada fino al porto nella forma del project financing con la Sat spa come previsto oppure, vista la preannunciata indisponibilità della stessa Sat, finanziando l’intervento (in concorso con i 20 milioni stanziati dalla Regione) affidando con specifico atto da stipulare il compito di soggetto attuatore ad altro ente pubblico. Il costo complessivo del progetto è di 100 milioni di euro, di cui 60 riferiti al primo tratto Montegemoli-Gagno e 40 milioni riferiti al secondo tratto Gagno-porto-Poggio Batteria».
Intanto, come dicevamo, «nell’attesa del primo lotto si è posta la necessità di realizzare in tempi brevi uno stralcio funzionale dello svincolo Gagno-Terre rosse della SS 398 che permetta l’ingresso alla nuova zona nord del porto».
L’Autorità portuale ha predisposto un progetto che prevede un costo di due milioni e mezzo, finanziato con i ribassi d’asta.
Nel documento si sottolinea anche «quale elemento di forza del pacchetto progettuale» dell’Autorità portuale il fatto che «tutti i progetti presentati per il porto di Piombino presentano un alto grado di cantierabilità, in quanto inclusi in un Prp con valutazioni ambientali già effettuate e con un grado di progettazione quanto meno a livello preliminare se non al definitivo e quindi tale da consentire, secondo le norme vigenti, l’espletamento di gare di appalto integrato. Tali progetti quindi possono tutti essere attivati mediamente nell’arco di 12 mesi e comunque nell’arco dei prossimi tre anni. Per tutti i progetti è prevista la copertura finanziaria con risorse pubbliche e/o private, facendo eccezione il progetto della strada SS 398 per il quale si ribadisce il rispetto degli impegni di finanziamento presi in sede nazionale».
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