Il Tirreno

la lettera

"Fatti due conti, lo sconto Toremar si riduce a pochi spiccioli"

Fila alla biglietteria di Piombino (foto di Paolo Barlettani)
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Fila alla biglietteria di Piombino (foto di Paolo Barlettani)

L'intervento di un lettore in seguito alle agevolazioni per i proprietari di seconde case annunciate da Toremar

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Pubblichiamo la lettera di Romano Bartoloni, giornalista nonché presidente del sindacato cronisti romani, riguardo agli ultimi sconti per i proprietari di seconde case annunciati dalla compagnia di navigazione Toremar.

I proprietari delle seconde case all'Elba, tra loro tanti isolani nostalgici, possono esultare. Per i 40 anni della compagnia di navigazione Toremar, il giovane ad Achille Onorato, figlio del più famoso e navigato Vincenzo, ha promesso sconti del 20% sul biglietto di ritorno in continente premurosamente solo per chi lo acquista assieme a quello di andata.

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Mai e poi mai si sarebbero aspettati le decine di migliaia di elbani di adozione, finora costretti a restare lontani d'inverno a causa del caro tariffe, che il monopolista delle traversate allargasse i cordoni della borsa. Specie se è un armatore che ha sempre guardato come a un atto di sciacallaggio l'altrui concorrenza estiva a prezzi stracciati.
Fatti quattro conti, la benefica munificenza si riduce ad assai poco. In pratica, sarebbe come uno sconto di 10% per l'andata e di altrettanto per il ritorno, che tradotto in soldoni si traduce in pochi euro. Nell'epoca delle offerte lowcost, delle tariffe promozionali e pex, peraltro praticate d'estate dalla stessa Toremar e dalla consorella Moby ex Navarma (posseduta dagli Onorato fin dagli anni '60), il passo di Achille appare un po' troppo timido ed eccentrico, nasconde a fatica la debolezza del tallone aziendale tanto chiacchierato.

Sembra però che, non per tirchieria ma per vocazione di cultura sociale, non possa fare di più nei confronti di una categoria, a suo dire, di sfaccendati benestanti. Suppongo che costoro siano pronti a rinunciare a così tanta generosità in cambio di un gesto di liberalità da vero imprenditore mecenate, volto a sanare i cronici disservizi specie del porto di Piombino, di una città che attraversa una dura crisi esistenziale e che avrebbe bisogno di una mano concreta per riscattarsi.

Romano Bartoloni
 

 

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