Attenzione
Cevital, via al confronto sindacale
Da chiarire la sorte di 300 dipendenti e il programma degli interventi. Fagioli: massima attenzione ai lavoratori dell’indotto
PIOMBINO. Cevital ha firmato il preliminare d’acquisto della Lucchini, e ora inizia una nuova partita: quella per velocizzare al massimo le operazioni che dovranno portare alla realizzazione dei progetti di Issad Rebrab, acciaieria, impianto agroalimentare e piattaforma logistica portuale.
Intanto già domani è previsto l’avvio del confronto sindacale tra la nuova proprietà e Fim, Fiom, Uilm. Ci sarà Farid Tidjani, braccio destro e portavoce di Rebrab, il quale è atteso per la giornata di oggi e quindi potrebbe partecipare all’incontro.
Dopo le riunioni nella fase preliminare alla vendita, ora si entrerà nel vivo delle questioni: sul tavolo il cronoprogramma degli interventi e degli investimenti, con i corrispettivi riflessi occupazionali, i modi e i tempi delle bonifiche, il numero di lavoratori che effettivamente verrà subito riassunto.
Infatti nella fase che ha preceduto la firma è stato fatto un numero ben preciso dei lavoratori che verranno riassunti: 1860, con 800-900 subito al lavoro nei laminatoi, ma questa cifra secondo i sindacati è da ridiscutere. Perché dei 300 lavoratori che mancano all’appello solo una piccola percentuale ha i requisiti pensionistici. Ma il sindacato si dice fiducioso che il confronto serva a riportare questa cifra alla capienza totale degli ex Lucchini.
«Con Cevital nella fase precedente alla firma si è creato un rapporto positivo e credo che risolveremo anche questa vicenda», dice il segretario Fim, Fausto Fagioli, riferendosi appunto ai numeri del lavoratori riassunti. «Sono pure convinto – dice Fagioli – che si apre una fase nuova per il sindacato, in cui la tutela dei lavoratori passa in qualche modo anche da un rapporto nuovo con le imprese, nel senso che il sindacato dovrà essere coinvolto nelle scelte importanti delle aziende. Rebrab ha mostrato grande rispetto nei confronti del sindacato, conto sul fatto che questo atteggiamento venga confermato».
Sindacato che comunque, traghettati in Cevital i dipendenti Lucchini e Lucchini servizi, ora ha di fronte la vicenda dei lavoratori dell’indotto, «gente che ha lavorato per imprese finite a lungo a fare da banca alla Lucchini – dice Fagioli – e che non può assolutamente restare indietro. Anche di questo parleremo con la nuova proprietà, per le bonifiche e gli altri interventi bisognerà privilegiare i lavoratori delle nostre imprese».
Ma Cevital ha di fronte a sé anche la questione del management: Tidjani ha sempre parlato di conferme, ma non è detto che sia così al 100 per cento. Serve un amministratore delegato per la ex Lucchini, vanno ricostruite altre posizioni di vertice, ci sarà da capire realmente chi resterà e chi andrà via tra i dirigenti. Dando per scontato che qualcuno del gruppo algerino avrà comunque un ruolo importante nella nuova società.
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