Sicurezza
Una firma e una tregua tra il premier e i sindacati
Gabrielli (Fiom): «L’unione porta risultati, ora però affrettare gli investimenti» Renda (Uilm): «Vinta una guerra». Fagioli (Fim): «Si attua l’accordo di aprile»
PIOMBINO. Avanti così, insieme: sindacati e governo. La firma sul preliminare di vendita della ex Lucchini fa notizia anche per i segnali di pace scambiati tra il presidente del consiglio Matteo Renzi e i sindacati.
Per esempio Luciano Gabrielli (Fiom) dice che «Renzi ha detto giustamente che lavorare insieme è importante. Piombino dimostra che l’unione tra sindacati e istituzioni porta risultati, ma Renzi deve aprire la discussione con il sindacato anche su tutte le altre questioni perché il punto non è indebolire i diritti dei lavoratori, ciò che scoraggia gli imprenditori a investire in Italia sono soprattutto le lungaggini burocratiche e le ruberie». «Ora - prosegue Gabrielli - ci auguriamo che il governo dia a Cevital tutte le risposte e gli strumenti necessari ad affrettare gli investimenti su Piombino. E’ importante che la firma del preliminare sia avvenuta in tempi rapidi ed è importante che Cevital entri alla svelta perché partano subito gli ordinativi di materiale e i progetti sui forni elettrici, per dare risposte ai lavoratori diretti e a quelli delle ditte in appalto che sono in difficoltà. In questi giorni ci stanno portando i cedolini della riscossione della cassa integrazione che sono tassate incredibilmente al 23% portando da 950 euro a 700 il netto mensile: chiediamo al governo di rivedere anche questa situazione. Attendiamo ora che si apra la discussione su occupazione e investimenti per arrivare quanto prima alla vendita effettiva a Cevital che, se non ci saranno intoppi, si effettuerà entro marzo».
Anche per Vincenzo Renda (Uilm) «va bene il ringraziamento di Renzi ai sindacati, ma non è mai venuta meno da parte nostra la disponibilità a lavorare insieme. Anzi, auspichiamo che l’impegno di istituzioni e governo continui. Con la firma del preliminare d'acquisto di Cevital passeremo tutti un Natale più tranquillo. Abbiamo vinto non una battaglia, ma la guerra, perché Piombino rischiava di chiudere per sempre la sua acciaieria. Grazie ai dirigenti di Cevital, che auspichiamo ora di incontrare quanto prima non solo per capire i tempi di realizzazione degli impianti, ma anche per ringraziarli per un progetto che oggi ci garantisce un futuro nella produzione dell’acciaio».
«Apprezzo anche la tempestività del governo - aggiunge Renda - per aver concluso in tempi rapidi il preliminare di vendita, ben sapendo che al primo posto abbiamo sempre messo la questione dell’occupazione, dei lavoratori diretti e delle imprese d’appalto, e che ora potremo discutere con il gruppo algerino. Ci aspettiamo che quanto prima ci vengano prospettati i tempi di realizzazione delle opere e degli impianti necessari a tornare alla produzione. Questo è il giusto riconoscimento all'impegno di tutto il territorio e del sindacato che in questa vicenda ha sempre avuto il consenso dei lavoratori».
Per Fausto Fagioli (Fim): «La firma del preliminare rappresenta un passo importante per la riqualificazione e il rilancio della siderurgia a Piombino e di una parte importante dell’economia della regione e del Paese. Il progetto industriale di Cevital è di straordinaria importanza perché reimpiega tutta la forza lavoro attuale e diversifica le produzioni andando incontro a ciò che è contenuto nell’Accordo di programma di aprile. Ora dovrà seguire un monitoraggio capillare della capacità di investimento del gruppo industriale e dei tempi, e conseguentemente dare seguito agli impegni di potenziamento infrastrutturale e di riqualificazione ambientale presenti nell’Adp, ristabilendo le condizioni che si erano perse da un giorno all'altro con la chiusura dell'altoforno. Ci aspettano mesi di duro lavoro ma l'importante e che oggi ci sia una prospettiva che potrà essere presa a esempio, facendo di Piombino uno dei poli siderurgici più forti in Europa e nel mondo».
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