Sicurezza
Sagra e corteo storico: l’assalto dei turisti
Non solo cinghiale, pure il sole dell’Immacolata decreta il successo della 47ª edizione. Soddisfazione degli organizzatori
SUVERETO. Se la grande affluenza di pubblico decreta il successo di una manifestazione, gli organizzatori della 47ª sagra del cinghiale possono essere con ragione soddisfatti. La stagione ha dato una mano: dalla gran pioggia dell’inizio al sole dell’Immacolata, con l’arrivo del classico freddo. L’ultimo giorno, il più atteso, col folclore a tenere banco con sbandieratori, cavalieri e il corteo storico. Domenica sera applauditissima anteprima con gli arcieri storici della compagnia “Aquila Nera” che hanno presentato un’inedita edizione della Giostra degli Arcieri, nata nella seconda sagra, valida per diversi anni per il Palio di S.Croce, poi passato alle gare a cavallo e alla corsa delle botti.
Per i terzieri di S. Francesco, Castello e Borgo hanno gareggiato i “cuccioli”, i giovanissimi che recentemente avevano spopolato ad un torneo interprovinciale col primo posto di Selene Giannelli, il secondo di Damiano Brini, il quarto di Alessio Salvestrini e il sesto di Damiano Russo. Nella giostra della sagra spiccava il giovanissimo Davide Brini di soli quattro anni che ha scagliato ottime frecce sulla sagoma del cinghiale ai piedi della pieve di San Giusto. Nella somma dei punteggi singoli hanno prevalso gli arcieri gialloverdi del Borgo con Selene Giannelli, Mateusz Remorini, Jacopo Jacub, Mirko Bardelloni, Matteo Spinelli, davanti ai gialloneri del Castello, Giulio Daddi, Damiano Russo, Valentina Severini, Alessio Salvestrini, Matteo Arnofi. Terzi i rossoblu del S. Francesco con Davide Brini, Martina Favilli, Niccolò Orlandini, Damiano Brini e Angelica Presenti. Apprezzate anche le evoluzioni degli sbandieratori. Ha sfilato tra gli applausi il corteo storico con Ildebrandino, conte palatino di Sovana degli Aldobrandeschi, che consegnato a Baroncello, sindaco plenipotenziario del castello di Suvereto, la famosa “Charta” come avvenne nel 1201. Puntuale successo poi della cucina, con le specialità del cinghiale al Ghibellino, alla Locanda alla Rocca, alla Cappa, all’”assaggia la sagra” e così via. Ospite di quest’anno era il piccolo sfortunato paesino di Refrontolo (Treviso), colpito gravemente dall’alluvione, cui è andato in solidarietà l’incasso della cena tipica da loro allestita al Ghibellino.
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