Sicurezza
«Le stazioni di pompaggio funzionavano»
Asa: allagamenti causati dal volume eccezionale d’acqua. Ma non si placano le polemiche sulla gestione dell’emergenza
PORTOFERRAIO. «Le stazioni di sollevamento hanno funzionato regolarmente. Le cause degli allagamenti diffusi sono da ricondurre quindi al sistema di fognatura bianca che è stato interessato da un volume eccezionale di acque meteoriche, vista l’entità della pioggia».
Asa, la società che gestisce il sistema idrico della provincia di Livorno, prova a fare chiarezza in merito al nubifragio di venerdì scorso.
In poche ore si sono abbattute su Portoferraio due forti acquazzoni. Tanto è bastato per mandare in tilt la città medicea: allagamenti diffusi hanno interessato varie zone di Portoferraio, l’area del Carburo è finita sott’acqua come non accadeva da anni. Tanti i danni, molta la rabbia dei cittadini che ora chiedono chiarezza sulle cause dell’evento e su come sono state gestite le operazioni di protezione civile da parte del Comune.
Proviamo a mettere in fila le perplessità emerse in queste ore.
Stazioni fuori uso? La prima perplessità post nubifragio ha riguardato il funzionamento della stazione di pompaggio. In poche ore via Manganaro e la Sghinghetta si sono riempite d’acqua che poi ha invaso rapidamente l’area depressa del Carburo. Ma sul funzionamento della stazione, Asa precisa che «le stazioni di sollevamento ubicate sulla rete di fognatura nera di propria gestione hanno funzionato regolarmente e sono state costantemente presidiate dal personale preposto (Cornia Manutenzioni) che ha provveduto a riarmare immediatamente i quadri elettrici scattati durante il temporale, evitando così qualsiasi forma di sversamento in ambiente. La stazione della Cementeria ha funzionato regolarmente pur subendo anch'essa uno scatto termico dovuto al forte temporale, il quale è stato rilevato dal telecontrollo ed immediatamente riarmato, senza quindi pregiudicare il suo funzionamento».
I tombini. E se invece una concausa degli allagamenti anomali fosse da imputare alla mancata apertura dei tombini? L’ex sindaco Peria è stato il primo a tirare in ballo la questione, puntando il dito contro la gestione dell’emergenza da parte del Comune: «la prima cosa da fare era aprire i tombini del Carburo e di via Manganaro, quando hanno deciso di farlo c’era già un metro d’acqua e non li trovavano più».
Una volta aperti i tombini, l’acqua è defluita in 40-50 minuti. Ma non è l’unica ombra che si addensa sulla gestione delle operazioni di protezione civile nel lunedì nero per il maltempo.
Peria ha sollevato il dubbio del mancato aggancio delle griglie, dopo la conclusione dei lavori per il primo lotto del nuovo sistema fognario: intervento da 700mila euro. In pratica, per salvaguardare l’impianto in costruzione sono stati piombati i tombini ma, una volta terminato il lavoro, nessuno avrebbe provveduto a riagganciare le griglie. Ciò, assieme alla vasta portata delle precipitazioni, avrebbe favorito l’allagamento anomalo del Carburo. Quest’ipotesi, almeno per il momento, non trova riscontro da parte del Comune.
Le polemiche. Ieri in consiglio comunale il sindaco Ferrari e l’opposizione hanno ringraziato le associazioni di volontariato per l’impegno mostrato nelle ore dell’emergenza. Ma, anche stavolta, non sono mancate le polemiche.
Tant’è che la lista Cosetta Pellegrini ha preannunciato un’interpellanza da presentare al prossimo consiglio che faccia chiarezza sulle cause del nubifragio e sulla gestione delle operazioni di protezione civile. In particolare la minoranza chiede alla giunta di dare continuità ai cantieri per la messa in sicurezza definitiva dell’area del Carburo e dei chiarimenti sul perché sia stato cambiato il responsabile del servizio di protezione civile.
In questo contesto non si è placato lo scontro tra la giunta Ferrari e l’ex sindaco Peria. Dopo che il sindaco ha definito “balle elettorali” le dichiarazioni di avvenuta messa in sicurezza del Carburo, l’ex primo cittadino Peria ha risposto alimentando i dubbi sulla gestione dell’emergenza di venerdì e sulle responsabilità della nuova amministrazione circa la mancata continuità dei lavori di messa in sicurezza.
A ciò è seguito un nuovo, durissimo, attacco della lista ViviAmo Portoferraio che ha spiegato come, in dieci anni, l’ex amministrazione non abbia fatto «niente di più – si legge nella nota diffusa da ViviAmo Portoferraio – che un mezzo lavoro e quattro tombini ad apertura manuale».
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