Il Tirreno

Una donna alla guida di Legambiente

di Luca Centini

Svolta storica nel circolo Arcipelago toscano: Maria Frangioni nominata presidente dopo anni di gestione Mazzantini

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PORTOFERRAIO. «È arrivato il momento che l’isola si assuma il carico della propria bellezza». Con queste parole Umberto Mazzantini, dirigente nazionale di Legambiente e da quattro anni alla guida dell’associazione priva della figura di presidente, ha sancito un passaggio di testimone storico.

Da ieri sera, infatti, il circolo di Legambiente Arcipelago toscano ha una nuova guida, ufficializzata nel congresso che lo stesso Mazzantini non ha esitato a definire «della svolta». Maria Frangioni, psicologa. Iscritta a Legambiente dal 1984, a lungo responsabile regionale dell’associazione per il settore scuola. Specializzata in partecipazione e in costruzione di reti sociali. Sono proprio queste caratteristiche ad aver fatto ricadere la scelta su Maria Frangioni: Legambiente Arcipelago toscano, realtà solida e combattiva sul territorio elbano e modello anche per altre realtà nazionali, si pone come obiettivo primario quello della crescita. E per questo cambia la squadra, così come lo stile della gestione Mazzantini, ma non modificherà gli obiettivi e i princìpi portati avanti in questi anni, anche attraverso battaglie compiute in solitudine. In tanti, ieri sera all’Enoteca della Fortezza, hanno partecipato al congresso.

Tra i presenti il presidente regionale di Legambiente Fausto Ferruzza, il dirigente nazionale Sebastiano Venneri, il presidente e la direttrice del Parco Giampiero Sammuri e Franca Zanichelli.

Passaggio di testimone. «Da anni sono stato portavoce di un’associazione sprovvista di presidente, c’era bisogno di una svolta». È Umberto Mazzantini a spiegare ai soci i motivi del cambio di passo: «L’obiettivo è di aprirci verso un’opinione pubblica stanca di un modello di sviluppo arrivato alla sua fine. In tanti ci cercano, hanno fiducia in noi. È il momento di coinvolgere la parte buona dell’isola, le imprese che credono in una società sana e nell’ambiente. Maria Frangioni ha le caratteristiche giuste per compiere questa svolta». Mazzantini resterà nel direttivo del circolo e si occuperà in modo specifico delle attività di comunicazione. Insomma non uscirà dall’orbita del circolo che ha contribuito a far crescere in questi anni.

«L’Elba è cambiata molto in questi anni anche grazie alle nostre battaglie. Spesso isolate, molte volte pericolose. Hanno provato a corromperci, non ci sono riusciti – ha spiegato Mazzantini – Discorso diverso è per la classe dirigente di quest’isola che si è dimostrata permeabile e, forse, non troppo consapevole di chi gestisce davvero il territorio elbano. Troppe volte Legambiente si è trovata a dover fare da supplente per una classe politica non all’altezza. Non abbiamo mai avuto paura e non l’avremo in futuro, continueremo a combattere i comitati d’affari che puntano ancora su un modello di sviluppo logoro».

Nuova struttura. Il nuovo presidente Maria Frangioni giunge alla guida dell’isola con una missione precisa. Far crescere l’associazione anche dal punto di vista del numero di iscritti, coinvolgendo le energie «più sane dell’isola», ha spiegato la stessa Frangioni .

«Sono molto preoccupata – ha esordito Maria Frangioni davanti ai soci che hanno partecipato al congresso – non nego quanto senta la responsabilità dell’incarico che ho assunto. Ma ho accettato perché sono consapevole di poter contare sul contributo di chi ha trascinato Legambiente in questi anni e di chi riusciremo a coinvolgere in futuro».

L’idea è quella di mantenere una struttura della segreteria molto snella, dando vita però a una serie di gruppi di lavoro che spostino più verso il territorio il baricentro delle attività dell’associazione. «Cambia la struttura, non i nostri princìpi per i quali non intendo indietreggiare di un millimetro – spiega Frangioni – l’idea è quella di creare una rete di risorse per poter coinvolgere di più i cittadini, le imprese sane e tanti giovani. Gli eventi e le alluvioni di questi giorni ci spiegano quanto dovremo lottare per la difesa del suolo e contro l’abusivismo. Altro punto cardine resta la difesa per un turismo di qualità sulla nostra isola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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