Il Tirreno

Maltrattamenti

Custodivano 17 cani in due stanze

Francesca Lenzi
Uno dei cani viene caricato sul furgone dell'Enpa durante lo sgombero (foto Pabar)
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Uno dei cani viene caricato sul furgone dell'Enpa durante lo sgombero (foto Pabar)

Dopo la segnalazione del Wwf, scatta la denuncia e l'intervento di sgombero.  Trovati 17 animali ma la struttura ne avrebbe ospitati una trentina

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PIOMBINO. 17 cani stipati in un appartamento di circa 45 metri quadrati, con possibilità al massimo di uscire nel pezzo di terra davanti all’abitazione pieno di rifiuti, materassi, mobili e anticaglie di ogni sorta, oltre ad altri animali morti all’interno e a fianco della proprietà. Cani che sono stati sequestrati ieri da Forestale e Wwf in un casolare in località Fiorentina di appartenenza di una donna del posto. L’operazione è avvenuta nel pomeriggio, a partire dalle 15 proseguendo per un paio d’ore, con il sostegno dell’Enpa che ha catturato gli animali, trasportandoli nel canile municipale.

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LA SITUAZIONE. «Quasi due settimane fa abbiamo ricevuto una segnalazione relativa a una casetta a Fiorentina dove risulta vivere una signora con evidenti problemi di salute mentale in compagnia di 17 cani di tipo barboncino nero razza bolognese – afferma Stefano Gualerci, presidente Wwf Val di Cornia – Nel primo sopralluogo effettuato la situazione è parsa subito insostenibile dal punto di vista igienico; abbiamo così coinvolto il Corpo forestale, nonché Asl e avvisato il magistrato per verificare il necessario sequestro degli animali e procedere alla notifica delle eventuali sanzioni».

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POLEMICHE ED EVENTUALI RITARDI. Giovedì scorso, eseguito un secondo sopralluogo con Forestale, Wwf e Asl – con quest’ultimo rappresentato da due veterinari a certificare lo stato di maltrattamento degli animali – tutto è pronto per il sequestro. «Il magistrato avrebbe provveduto a emettere un atto di sequestro non appena fosse stata individuata la sistemazione per i cani – spiega Gualerci – Qui cominciano le reticenze delle istituzioni: inizialmente il Comune di Piombino si rifiuta di accoglierli, poi esita sull’ipotesi di mandarli al canile di Follonica dietro un aiuto economico, quindi in una riunione venerdì mattina si decide di portarli temporaneamente nella struttura di Piombino». «Riunione alla quale non siamo stati invitati e nella quale è stato deciso di procedere appunto nella giornata di ieri – interviene Enrico Taddeucci, coordinatore della vigilanza Wwf Livorno – Tardi vista l’urgenza della situazione. Un ritardo inaccettabile che ha visto nel frattempo la morte di almeno un altro cane». Non è d’accordo il Corpo forestale: «Prima di procedere c’era da individuare la sistemazione – dice l’ispettore capo della Forestale di Venturina, Francesco Angeletti – E una volta trovata, al di là dei due giorni festivi nel mezzo, andava predisposta la struttura per accoglierli». Sulla stessa lunghezza d’onda per l’appunto il responsabile del canile di Piombino, Alessandro Pavoletti: «Oggi (ieri ndr) è il primo giorno utile per trasferimento. C’era infatti da approntare lo spazio e comprare l’attrezzatura necessaria».

IL SEQUESTRO. Polemiche a parte, il sequestro è stato effettuato quindi ieri, con la cattura di una decina di cani. Una femmina con alcuni cuccioli era già stata trasferita nei giorni precedenti, mentre un animale è stato rinvenuto morto, a seguito delle ferite causate dalla lotta con gli altri cani presenti nell’abitazione. Sono in tutto 14 le bestiole presenti nel canile municipale piombinese, che nei prossimi giorni verranno chippati (solo una minima parte lo è), puliti e probabilmente tosati, in attesa di poter essere affidati, sempre che il giudice decida in tal senso.

L’ALTRA VITTIMA. Spostati i cani, resta nel casolare la donna che sembrerebbe essere l’altra vittima, insieme ai cani, del reale proprietario degli animali, residente al momento nell’aretino spacciandosi per allevatore e tolettatore. Per lei, che ha vissuto il disagio di condividere l’abitazione persino con trenta cani da oltre un anno, pare necessario un sostegno di tipo sociale, almeno adesso che si è venuti a conoscenza della storia, con singolare ritardo considerando la zona particolarmente abitata ma evidentemente poco solidale.

 

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