Il Tirreno

«Carburo, un disastro evitabile»

Peria replica a Ferrari: la giunta non ha proseguito le opere di messa in sicurezza

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PORTOFERRAIO. «Mi offende che il sindaco Ferrari definisca “balle elettorali” la messa in sicurezza idraulica del Carburo, un’opera per la quale ho lottato, sulla quale ho investito 700mila euro del Comune, dopo che per decenni si era abbandonata quella zona di Portoferraio a se stessa». L’ex sindaco di Portoferraio Roberto Peria affida a Facebook la risposta all’accusa lanciata a mezzo stampa dal primo cittadino Mario Ferrari. Sul piatto c’è il mancato funzionamento del sistema fognario del Carburo, zona andata sott’acqua durante il nubifragio di venerdì sera.

«La messa in sicurezza del Carburo – spiega Roberto Peria – passa per un complesso progetto ingegneristico, articolato in due lotti. Il primo riguarda tutte le opere di fognatura ed edili. Il secondo riguarda tutti gli impianti elettromeccanici. La nostra idea era di dare continuità ai cantieri, completando tutti i lavori entro la primavera 2015. È colpa mia se dal 25 maggio, da quando me ne sono andato, non l’hanno fatto? Non ho trovato traccia del progetto esecutivo dell'idrovora, né finanziamento del secondo lotto dell'opera».

Secondo l’ex sindaco, inoltre, gli allagamenti si sarebbero potuti comunque evitare. «Per il tempo non banale che serve per completare l’opera, così da garantire la sicurezza dei cittadini erano stati stabiliti e condivisi, in caso di emergenza, alcuni comportamenti che hanno sempre evitato gli allagamenti del Carburo, anche di fronte a piogge eccezionali. Il problema di venerdì è che l'acqua stagnante sulla provinciale non andava via, perché la stazione di pompaggio non funzionava. Chi se ne è occupato? Nessuno, perché, a detta dello stesso sindaco Ferrari, la struttura di protezione civile non era operativa, nonostante la Sghinghetta e Concia di Terra fossero sott'acqua da ore. Le fogne lato Carpani, così, non hanno ricevuto ed anzi hanno allagato da sinistra. Da destra c'ha pensato Via Manganaro, perché nessuno ha pensato di aprire tempestivamente i tombini. Quando se lo sono ricordato, con la gente ormai allagata, non riuscivano neanche più a trovarli, nel fango. Eppure, una volta aperti, l'acqua è andata via in 40-50 minuti».

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