Il Tirreno

Volontari al lavoro per pulire i sentieri

RIO NELL’ELBA. Hanno cominciato dal “Percorso per la vita” del Pianello, per spostarsi poi all’Aia di Cacio. I volontari che fanno capo alla Polisportiva riese si sono dato un progetto di pulitura e...

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RIO NELL’ELBA. Hanno cominciato dal “Percorso per la vita” del Pianello, per spostarsi poi all’Aia di Cacio. I volontari che fanno capo alla Polisportiva riese si sono dato un progetto di pulitura e sistemazione dei vecchi sentieri che dal centro urbano si irradiavano verso le più disparate località collinari. Sono amanti del trekking e di mountain bike che vogliono recuperare questo reticolo per lo più di mulattiere un tempo molto usate e frequentate e ora, con l’abbandono della campagna e degli orti lasciati all’incuria più totale e alla vegetazione spontanea. Del loro programma hanno informato l’amministrazione comunale che ha l’adozione dei viottoli di comunicazione.

Quest’ultima ha quindi interessato della cosa anche il parco nazionale, visto e considerato che alcuni tratti di percorsi ricadono all’interno della perimentrazione dell’area protetta. Come, per esempio l’ultimo intervento, quello che parte dall’Aia di cacio e arriva a Vignola, che è contrassegnato con il numero 62 della Grande Traversata Elbana (Gte), il percorso che partendo dal Cavo passando sui crinali delle colline raggiunge Pomonte. «Tutto è partito da quando la passata amministrazione – dice Dario Scattu, titolare di ‘Elba Gravity bike’ – ci autorizzò a pulire il Percorso per la vita sul Pianello. Abbiamo pensato: perché non estendere l’iniziativa su altri sentieri che si dipartivano da Rio?».

In questa maniera è stato ‘recuperato’ il percorso che dalla provinciale del Volterraio, a mezza colline, raggiunge Sopraio. «Sono sentieri per certi versi unici – continua Dario Scattu – perché offrono una panoramica inusuale, appena ci si allontana dalla macchia e dall’alta vegetazione». Luoghi ideali, dunque, per chi ama fare passeggiate a contatto con la natura e chi invece è un appassionato di mountain bike. “Un tempo – dice ancora Scattu – questi tratturi erano di stretta pertinenza di asini e muli. Adesso si riscoprono con altre finalità”. La domenica mattina, la maggior parte dei volontari lavora, si ritrovano in un particolare posto e armati di roncole, decespugliatori, guanti e occhiali attaccano a ripulire un percorso. «La nostra piazza – conclude Scattu – è Fb. E’ da qui che lanciamo l’appello a ritrovarsi quella data domenica, in quel determinato posto. L’ultima volta eravamo in 10, ma siamo destinati a crescere».

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