Il dolore
Il pediatra Marsili torna a esercitare
Revocata dal Tribunale del riesame la sospensione dalla professione, esultano le mamme sul gruppo Facebook
PIOMBINO. Dopo il ritorno alla libertà, anche la possibilità di ricominciare a lavorare. Più che una giornata di lavoro quella di martedì sarà una festa per il pediatra Marco Marsili, a giudicare dai commenti del gruppo di sostegno aperto per lui su Facebook. C’è da attendersi una specie di invasione di mamme, bambini, colleghi e amici nel suo ambulatorio di via Petrarca, dove il medico manca dal 21 novembre, il giorno in cui i carabinieri del Nas gli notificarono un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per corruzione e comparaggio. La libertà il dottor Marsili l’aveva ottenuta una settimana dopo, quando il gip Guido Bufardeci aveva ritenuto che non ci fossero più le esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato). Ma restava quel macigno della sospensione dall’esercizio di un pubblico servizio per sei mesi, emessa dallo stesso gip.
L’istanza al Tribunale del riesame presentata dagli avvocati Giammarco Brenelli e Claudio Augenti, difensori di fiducia di Marsili, è stata discussa in aula mercoledì scorso.
Gli avvocati, in un breve comunicato che ci è stato inviato ieri, spiegano di aver depositato un’ampia nota difensiva e di aver esposto a verbale un’articolata difesa, chiedendo di annullare il provvedimento cautelare emesso nei confronti del pediatra, non sussistendo le esigenze cautelari in quanto prive di attualità.
Venerdì sera il Riesame ha sciolto la riserva, accogliendo il ricorso e revocando quindi la misura interdittiva. Decisione già comunicata all’Asl 6, che ne ha preso atto.
In questi giorni il Riesame ha detto anche altro. Secondo i giudici fiorentini in sostanza il comparaggio non c’è, mentre la corruzione ci può anche stare, a livello di fumus, ma andrà dimostrata bene nel corso del processo.
La posizione di Marsili sembra molto robusta sul primo fronte. Non c’è una mamma che lo accusi di essere stata sconsigliata ad allattare. Anzi, ci sono centinaia di testimonianze che dicono l’esatto contrario.
Più complicata la posizione del pediatra sul fronte dei biglietti aerei, i famosi viaggi in Usa coperti con buoni Mellin e gestiti da un’agenzia pisana. Più che buoni, fondi neri ottenuti grazie alla fittizia partecipazione di Marsili a un paio di convegni medici in Spagna.
La domanda che si sono fatti i carabinieri del Nas e che continuano a farsi in Procura a Pisa è semplice: perché l’informatore farmaceutico (Gianni Panessa) avrebbe agevolato il pediatra piombinese procurandogli quei voli? E’ come hanno già detto al gip Marsili e altri suoi colleghi («I viaggi e i regali erano la normale prassi commerciale delle aziende, ma non c’era alcun accordo per corromperci»), oppure no?
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