Sicurezza
Maxirisarcimento e tfr, il ministero rassicura
«Il diritto al lavoro e gli aspetti economici connessi non saranno pregiudicati» L’Ambiente interviene dopo la richiesta di approfondimenti da parte di Velo
PIOMBINO. «Le istituzioni coinvolte nella vicenda Lucchini sono particolarmente attente ai diritti dei lavoratori, al diritto al lavoro e agli aspetti economici connessi che non saranno in alcun modo pregiudicati dall’azione di risarcimento del danno ambientale che lo Stato era tenuto a promuovere».
Così in una nota il ministero dell’Ambiente rassicura i sindacati che giovedì avevano sollevato la questione del maxirisarcimento (400 milioni) chiesto dal ministero nel 2013 (quando alla guida c’era Corrado Clini) all’amministrazione straordinaria Lucchini, «per danni ambientali».
Richiesta che aveva messo in allarme Fim, Fiom e Uilm per il timore che fossero messi in gioco i diritti dei creditori privilegiati, primi tra tutti quelli dei lavoratori con il loro tfr.
Nel primo grado del giudizio civile la richiesta del ministero dell’Ambiente era stata respinta, l’appello è fissato per metà marzo, e qualunque sarà la decisione in secondo grado, si andrà alla Cassazione, con tempi prevedibilmente molto lunghi. La preoccupazione era che il giudizio in corso impedisse di fatto al commissario Piero Nardi di pagare i creditori privilegiati con quanto incassato dalla vendita della ex Lucchini a Cevital. La presa di posizione del ministero dell’Ambiente invece sembra scongiurare questa possibilità.
«Il ministero dell’Ambiente e il ministero dello Sviluppo economico – dice inoltre la nota del ministero – stanno dando rapida attuazione all’Accordo di Programma per la riqualificazione ambientale e la reindustrializzazione dell’area di crisi industriale complessa di Piombino. L’obiettivo principale è il recupero dei livelli occupazionali e la garanzia che i lavoratori possano operare in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale. A tal fine – conclue il comunicato – sono previsti interventi di implementazione infrastrutturale del porto di Piombino, di riqualificazione ambientale e produttiva».
Il sottosegretario Silvia Velo, a margine della conferenza stampa di Issad Rebrab, aveva spiegato che, non appena aveva saputo della questione, «aveva chiesto un approfondimento agli uffici del ministero», ricavandone che si trattava «di un atto dovuto che comunque non avrebbe influito sui diritti dei lavoratori della ex Lucchini».
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