Il Tirreno

Rifiuti, il porta a porta sarà esteso anche ai Diaccioni

Nei primi mesi del nuovo anno sarà ampliato il servizio per la raccolta differenziata L’annuncio è stato dato dal presidente dell’Asiu che però ha confermato i bilanci in rosso

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La raccolta della spazzatura porta a porta sarà estesa anche ai Diaccioni. Lo ha annunciato il presidente dell’Asiu, Fulvio Murzi, nel corso della discussione che ha visto il consiglio comunale impegnato ad affrontare i problemi di bilancio dell’azienda dei rifiuti e il nodo della Tap. A introdurre la discussione l’assessore all’ambiente Marco Chiarei che ha aperto con un passaggio sul nuovo assetto dell'azienda, citando il completamento del percorso politico che ha portato i 6 comuni gestiti da Asiu sotto l’Ato Sud e non più Ato Costa. Un cambiamento che non ha prodotto effetti sulle tariffe né sui livelli occupazionali dell’azienda.

Chiarei ha fatto un passaggio anche sulla Tap, prefigurando la possibilità di un nuovo ruolo con il cambiamento degli scenari in atto. L’avvio delle operazioni di bonifica e il futuro riassetto industriale potranno offrire la possibilità di puntare anche sul trattamento dei rifiuti industriali. «È importante capire se Tap, a fronte di questo, debba essere un soggetto attivo o se debba essere un soggetto che mette a disposizione la propria impiantistica nei confronti dei nuovi soggetti che interverranno sul territorio con la vendita della Lucchini - ha detto Chiarei - Sono cambiate le opportunità e non vogliamo stare alla finestra».

Il presidente Murzi ha sfatato la voce che dava in calo la produzione di differenziata, affermando invece che dal 2010 a oggi c’è stato un aumento del 3,85%. La raccolta di rifiuti organici è passata da 1.200 tonnellate a 1.700 nel corso di questi anni, la carta da 1.700 a 1800.

«Che Asiu e Tap siano in un momento di crisi è un dato di fatto - ha detto Murzi - Il buco del bilancio deriva infatti in gran parte dalla crisi della Lucchini che ha imposto in qualche modo lo stop alla produzione di conglomix, formato dagli scarti dell’attività siderurgica che, miscelati con materiale inerte, permettono di ottenere un prodotto da utilizzare per i sottofondi stradali L'impianto è fermo perché la Lucchini non sta producendo. E più sta fermo più grava con costi alti sui bilanci di Asiu».

Sul Cdr (combustibile da rifiuti) il presidente Asiu ha ricordato che la nascita di questo impianto era legata alla necessità di quegli anni di cercare soluzioni per frazionare maggiormente la destinazione della massa rifiuti, destinata quasi completamente alle discariche: «Purtroppo i tempi di realizzazione dell’impianto, come sempre avviene, furono lunghi e l’impianto fu realizzato nel 2006». Insomma, l’impianto è nato vecchio. Sul piano della raccolta dei rifiuti e di spazzamento, Murzi ha poi confermato il proposito di andare avanti con il porta a porta estendendo il servizio nei prossimi mesi anche al quartiere dei Diaccioni.

Su questi temi sono tornate le forze politiche nel corso della discussione.

Marina Riccucci di Un'altra Piombino ha chiesto altre occasioni di discussione e di approfondimento appena sarà disponibile il Piano strategico dell’azienda. Sul Cdr è tornato il consigliere del M5s Daniele Pasquinelli che ha evidenziato come si tratti di un impianto concettualmente sbagliato, che grava pesantemente sulle spalle dei cittadini. Sulla vicenda trattamento rifiuti industriali e Tap, Fabrizio Callaioli di Rifondazione comunista ha fatto riferimento al conflitto di interesse rappresentato a suo tempo dall’ex amministratore Lorenzo Banti, presidente di Asiu prima di Murzi e contemporaneamente presidente della società Cave di Campiglia. «La Tap è rimasta un progetto incompiuto - ha detto Callaioli - L’interruzione del conferimento delle scorie nell’impianto è stato interrotto infatti prima dello spegnimento dell'altoforno».

Sulla gestione dell’Asiu si è soffermato in maniera più specifica Francesco Ferrari (Forza Italia): «Nonostante una discarica, Asiu ha i bilanci in rosso e questo fa pensare». Ferrari ha contestato la gestione politica di Asiu e ha messo in discussione il ruolo della Tap, controllata da Asiu al 75%, senza un dipendente ma con ben 5 componenti nel suo consiglio di amministrazione.

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