Il dolore
Restauro per il Padiglione
PORTOFERRAIO. Più di un milione e 600 mila euro. È l’importo del progetto che l’amministrazione comunale conta di vedersi finanziato con i fondi Dupim, destinati alle isole minori, per il restauro...
PORTOFERRAIO. Più di un milione e 600 mila euro. È l’importo del progetto che l’amministrazione comunale conta di vedersi finanziato con i fondi Dupim, destinati alle isole minori, per il restauro e la ristrutturazione delle facciate e degli scantinati del Padiglione dei Mulini.
Il progetto preliminare è stato recentemente approvato dalla giunta, così come l’architetto dell’ufficio tecnico, Elisabetta Coltelli, lo aveva elaborato. Si tratta di un complesso d’interesse storico-urbanistico risalente al 1750 e facente parte del sistema omogeneo di beni culturali che fanno capo al complesso delle fortificazioni della città medicea prima e lorenese poi. Come se non bastasse, da qui c’è passato inoltre Napoleone, essendo il Padiglione a ridosso della Villa de’Mulini, che adibì l’immobile a caserma per i soldati e alloggi degli ufficiali al primo piano. Lo stesso primo piano che oggi si è trasformato in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Alcuni degli affittuari di questi sono attualmente in procinto di trasferirsi all’edificio della Bricchetteria, viste le precarie condizioni abitative in cui versano diversi appartamenti. E’ giunto il momento per il Comune di elaborare un progetto che prenda in considerazione la totale ristrutturazione del Padiglione, compresi gli interrati, le cantine, e a salire gli spazi abitativi del primo piano, mantenendo, dell’ambiente, l’indiscussa valenza e importanza storica, visto in che contesto è inserito e le funzioni che ha ricoperto nel corso dei secoli.
«Il progetto di restauro del Padiglione – si legge nella relazione tecnico al progetto preliminare – ha l’obiettivo di valorizzare le realizzazioni di ingegneria militare medicea e lorenese di cui è ricca la Città. Il Padiglione rappresenta senza dubbio un valore aggiunto che va ben oltre alla semplice valorizzazione, poiché questo monumento, a pari di altri presenti in questo contesto, fa parte di un sistema che identifica una comunità. Ma allo stesso tempo – conclude – rappresenta una destagionalizzazione turistica con conseguente ritorno economico non solo per Portoferraio, ma per tutta l’Isola». Al primo posto del programma dei lavori c’è la salubrità dell’immobile e la conseguente conservazione. Ospitava grandi cisterne per la raccolta delle acque piovane al piano seminterrato; al piano primo, come detto, alloggi di edilizia popolare. La copertura di uno dei due blocchi è costituita dalla piazzetta antistante la residenza napoleonica e l’altro blocco risulta avere una copertura a capanna in laterizio.
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