Il Tirreno

La nuova Cevitaly si presenta, Rebrab: "Faremo di Piombino il centro dell'acciaio di qualità"

Cristiano Lozito e Alessandro De Gregorio
Un momento dell'incontro
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Un momento dell'incontro

In municipio a Piombino l'incontro con la stampa del presidente di Cevital Issad Rebrab, del presidente regionale Enrico Rossi, del sindaco Massimo Giuliani e del sottosegretario Silvia Velo

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PIOMBINO. Piombino come “il centro mondiale degli acciai di qualità”. Piombino come “stella del Mediterraneo”. Una presenza sobria, modi gentili e garbati ma frasi di grande effetto quelle pronunciate da Issad Rebrab davanti a una folta platea di giornalisti. Il presidente del gruppo Cevital, accompagnato da un figlio e dall’onnipresente consulente Farid Tidjani, è stato il protagonista assoluto della conferenza stampa organizzata in municipio. Introdotto dal sindaco Massimo Giuliani, Rebrab ha risposto alle domande dei cronisti dopo un vertice a porte chiuse nella stanza di Giuliani con il sindaco, il sottosegretario Silvia Velo, il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, il commissario dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri.

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Rebrab ha ribadito l’impegno del proprio gruppo punto su punto, sempre con il sorriso sulle labbra. E solo in un caso ha rischiato di perdere l’aplomb, quando gli è stato chiesto come finanzierà (e se basteranno) gli investimenti annunciati. A quel punto, mentre Tidjani ha replicato secco che “il gruppo è ricco”, Rebrab è scattato in piedi, ha snocciolato un po’ di cifre (“Cinquecento milioni di dollari di utili nell’ultimo anno”) e ha ricordato che Cevital “non ha debiti e ha sempre finanziato da sola i propri investimenti “.

Su Piombino, Rebrab ha detto che alla fine l’investimento totale sarà di un miliardo di euro. I 400 milioni con cui aveva convinto il commissario Piero Nardi “sono una prima tranche “ ha detto, così suddivisi: 150 per la siderurgia, 150 per la logistica (porto), 100 per l’agroalimentare.

Fondi ritenuti da Rebrab sufficienti per cominciare a costruire i due forni elettrici, per i quali l’imprenditore ha ribadito anche i tempi di esecuzione (18 mesi il primo, 24 il secondo). Rebrab ha parlato anche di altri progetti, come quello legato alla logistica, ai container e alla distribuzione di pezzi di ricambio (con partner giapponesi e coreani). Progetti per i quali il magnate algerino ha già premesso di voler chiedere la collaborazione delle istituzioni “per creare una sottodogana e favorire l’import-export”. E’ qui, puntando l’attenzione sui traffici e sulle potenzialità del nuovo porto, che Rebrab ha promesso di “fare di Piombino una stella del Mediterraneo”. Porto che servirà anche per esportare elettrodomestici che il gruppo già produce in Francia. E soprattutto per movimentare, ha aggiunto Rebrab, sette milioni di tonnellate annue di prodotti legati al polo agroalimentare.

Poi le bonifiche. Rebrab, confermando di voler concentrare il nuovo polo siderurgico in padule (“dove ci sono i due laminatoi”, ha detto, riferendosi a Tve e Tmp) per impiantare il polo agroalimentare nell’area della vecchia acciaieria, ha detto chiaramente che in quest’ultima area “la bonifica la faremo noi”. Per poi aggiungere che “ci vorranno due anni per completare la bonifica, ma già dopo sei mesi e affidandoci a più imprese pensiamo di poter concludere una buona parte di quell’intervento”

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Quindi l’energia. “Chi la fornisce è il benvenuto” ha detto con una battuta. Poi per spiegare meglio, rispondendo anche a chi chiedeva chiarimenti su acciaio speciale e preridotto, ha aggiunto che “per produrre acciai speciali i forni vengono caricati con rottame e preridotto. Il preridotto si produce dove c’è disponibilità di minerale o di gas. Non ci pare il caso di portare due o tre milioni di tonnellate a Piombino, anche per l’ambiente. Noi in Algeria abbiamo il gas, che ci costa un quinto rispetto a quanto costa in Italia. Quindi il preridotto lo produciamo noi. Ci vogliono tre anni per costruire un impianto di preridotto, ma a Piombino possiamo farne a meno per due o tre anni e nel frattempo produrre acciai speciali. La nostra intenzione è fare a Piombino un centro per lo sviluppo di acciai speciali, acciai che ancora non esistono neanche, grazie a ricerche in collaborazione con l’università di Pisa e il Politecnico di Milano. Perché Piombino deve diventare il centro mondiale dell’acciaio di qualità”.

Sull’occupazione, Rebrab ha detto che “all’inizio assorbiremo 1.860 dipendenti, a mano a mano che procederemo con nuovi investimenti verrà riassorbito tutto il personale. E alla fine i posti di lavoro saranno molti di più degli attuali. Ora non so dire quanti, ma saranno molti di più. E sto parlando solo di posti diretti”.

Infine una domanda sulla centrale Enel di Tor del Sale: il gruppo Cevital è interessato a rilevarla e trasformarla in centrale a turbogas? Rebrab a quel punto si è consultato con Tidjani, che non ha risposto né sì né no: “Non sappiamo, stiamo valutando”.

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