Sicurezza
Con la sabbia degli Alzi si ripasce la spiaggia
Sarà l’Università di Siena a stabilire se i sedimenti potranno essere riutilizzati, l’idea nata per mettere in sicurezza i fossi e per contrastare l’erosione
CAMPO NELL'ELBA. L’intervento, una volta portato a casa, risolverà contemporaneamente due problemi diversi. Da una parte il fosso degli Alzi (e quello di Aiali) sarà più sicuro, almeno nei suoi punti più critici. Dall’altra la spiaggia di Marina di Campo potrà contare su un corposo stock di sabbia, per far fronte all’azione progressiva dell’erosione.
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Il Comune di Campo nell’Elba sta gettando le basi per un intervento di messa in sicurezza degli alvei del fosso degli Alzi, esondato con l’alluvione del 2011, e di Aiali: l’idea è quella di compiere un escavo dell’alveo di entrambi i fossi. Il materiale prelevato, alla stregua di quanto progettato per il Bovalico dalla Provincia e dal Consorzio di bonifica (si attende ancora l’apertura del cantiere), potrebbe essere riutilizzato per il ripascimento della spiaggia di Marina di Campo.
Per passare dalle idee ai fatti, tuttavia, servono delle analisi per la caratterizzazione dei sedimenti dei fossi in questione. Per questo il Comune di Campo nell’Elba ha affidato un incarico al Dipartimento di biotecnologie, chimica e farmacia dell’Università di Siena per le analisi preliminari.
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La spesa per le analisi preliminari è di 3.965 euro. «Viste le lentezze burocratiche che stanno complicando gli interventi di messa in sicurezza dei nostri fossi – ha commentato il sindaco di Campo nell’Elba, Lorenzo Lambardi – abbiamo deciso di farci carico di questo studio, necessario a capire se potremo riutilizzare il materiale prelevato con lo scavo. Una volta compreso se potremo usare la sabbia degli Alzi e degli Aiali, useremo risorse proprie del Comune per intervenire, almeno nei punti più critici».
L’Università di Siena procederà dunque a una caratterizzazione chimico fisica preliminare per comprendere le caratteristiche della sabbia degli Alzi e Aiali e verificare la fattibilità dell’intervento di riutilizzo. Sarà rimandata invece a una seconda fase lo studio completo sulle caratteristiche delle sabbie. È chiaro che un ok da parte dell’Università aprirebbe dei nuovi scenari per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, priorità assoluta a Marina di Campo dopo l’alluvione del 2011.
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