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Commento - Bel risultato, ma c'è ancora molto da fare
Piombino, nasce Cevital. Ma ora pesa la richiesta di un maxi risarcimento. Il punto sulle incognite
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.10434500:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2014/12/04/news/ma-ora-pesa-la-richiesta-di-un-maxirisarcimento-1.10434500]]Enrico Rossi a Piombino benedirà l’accordo che col via libera arrivato martedì dal ministero dello Sviluppo economico, ha sancito il passaggio della ex Lucchini alla Cevital. E’ giusto che Rossi riscuota – a pochi mesi dalle regionali – insieme al neosindaco Massimo Giuliani, che duramente ha lavorato da maggio in poi, un risultato per il quale il presidente della Regione si è speso con grande impegno, come principale attore insieme all’ex sindaco Gianni Anselmi dell’Accordo di programma che ha creato le condizioni per rendere appetibili le acciaierie. Rossi sa bene però che ora inizia un’altra partita.
Ci vorrà del tempo per vedere i due forni elettrici annunciati da Issad Rebrab, e quindi lo sforzo dovrà essere quello di favorire il gruppo algerino velocizzando al massimo tutte le pratiche burocratiche legate alle autorizzazioni. Restano poi alcuni nodi da sciogliere: quello dell’illogico maxirisarcimento (400 milioni) richiesto all’amministrazione straordinaria dall’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel 2013, che deve essere rimosso e per il quale ci si attende un impegno concreto da parte del sottosegretario Silvia Velo, quello della chiarezza che richiede il tema degli oltre 300 lavoratori al momento fuori dalle assunzioni di Cevital.
Il sindacato, che ieri ha incontrato Rebrab, è fiducioso che questi due problemi possano essere affrontati positivamente, a Rossi il sindaco Giuliani ha chiesto un altro impegno fondamentale: quello di recuperare i 30 milioni che erano stati promessi un anno fa per l’innovazione tecnologica legati alla realizzazione di un Corex (poi superato dal piano Cevital che prevede due forni elettrici). Quella somma va impiegata per la conclusione almeno del primo lotto della strada 398, fondamentale per rendere accessibile il porto, ampliato e modernizzato con 110 milioni di denaro pubblico.
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