Il Tirreno

ex lucchini

Si fermano i laminatoi, ma il materiale è ordinato

Il commissario straordinario Piero Nardi
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Il commissario straordinario Piero Nardi

Lo ha garantito il commissario Nardi durante l’incontro con i sindacati
Dopo un mese di stop, il 12 gennaio i lavoratori rientreranno in fabbrica

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PIOMBINO. Un mese di stop, già previsto. Un mese in cui si fermeranno i laminatoi ma durante il quale arriverà il materiale per stare tranquilli in futuro. E durante il quale si dovranno smazzare carte e disegnare i percorsi per il riassorbimento dei lavoratori ex Lucchini nella nuova azienda siderurgica battente bandiera algerina. Questo il sunto dell’incontro di giovedì 4 tra il commissario straordinario Piero Nardi, il coordinatore rsu Fiom e Cgil Mirko Lami, il segretario Fim Fausto Fagioli, Fabrizio Toninelli della segreteria Uilm e il capo del personale Lucchini Mirko Grilli.
Tecnicamente il contratto definitivo dovrebbe essere firmato l’11 marzo, ovvero alla scadenza dei tre mesi dopo quella del preliminare. Ma in questo periodo Issad Rebrab, il nuovo proprietario delle acciaierie, dovrà essere messo nelle condizioni di operare.
Intanto, domenica 7 si fermerà il Tve, il treno vergella. Gli altri cesseranno di laminare venerdì 12. Il rientro in fabbrica dei lavoratori attualmente in solidarietà è previsto per il 12 gennaio.

Nardi ha spiegato che preferisce fare subito questa fermata di un mese, usufruendo anche delle ferie, per restare agilmente all’interno del contratto di solidarietà e per evitare in futuro altri stop più brevi, a singhiozzo. Sempre Nardi ha garantito che il materiale da laminare c’è, le navi con blumi e billette sono già ordinate e in arrivo. Se poi sbarcherà anche il materiale promesso da Cevital, il preridotto fatto in casa (in Algeria), tanto meglio.
Dal giorno della firma del preliminare, annunciata dallo stesso Rebrab e confermata da Nardi per giovedì 11, si aprirà una settimana densa di incontri. In particolare dal 15 al 19. Incontri tra lo stesso Nardi, Rebrab e i sindacati «perché c’è da costruire un percorso per traghettare i lavoratori» dice Lami. Il quale definisce l’incontro di ieri sera «davvero positivo». Non c’è posto per altre parole. Ora più che mai servono i fatti.
 

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