«Faremo solo il lotto 1 ma la 398 è decisiva»
La strada di collegamento al porto è strategica per l’acciaio, il turismo e l’agroalimentare. Chiarei: «Stiamo rivalutando i costi, ma così è possibile»
PIOMBINO. Acciaio, agroalimentare, turismo: tutto passa per il porto. Ma la strada che collega l’Aurelia allo scalo sul mare non è adeguata alle nuove esigenze legate all’acquisizione di Lucchini da parte di Cevital e a tutto ciò che ruota attorno all’operazione.
L’attuale 398 è un imbuto nel quale potrebbero finire strozzati tutti i sogni di rilancio di Piombino e della sua economia.
Il nuovo percorso, quello che i tecnici amano chiamare “asse di penetrazione” avrebbe dovuto farlo Sat, all’interno del progetto dell’autostrada tirrenica. Il sottosegretario Luca Lotti aveva anche concesso alla società altri due mesi per adeguare la progettazione ma, al momento, Sat pare aver abbandonato l’idea.
Fuori da Sat. Ecco che il Comune, non potendo perdere altro tempo, ha deciso di muoversi in autonomia, considerando ormai l’“asse” fuori dal progetto Sat.
«Procediamo da soli - spiega l’assessore Marco Chiarei -. Qualche giorno fa (il 21 novembre, ndr) abbiamo scritto a Regione e Ministero chiedendo di aprire un tavolo specifico sulla 398 che, pur non finanziata, è dentro all’Accordo di programma». In sostanza l’idea del Comune è quella di rinunciare ai lotti 2 e 3 e di concentrarsi solo sul lotto 1.
I lotti. L’“asse di penetrazione”, nel disegno originario di Sat, prevedeva tre lotti. Il primo, già progettato e approvato, parte dove finisce l’attuale tratto nuovo della 398, all’incrocio con la Geodetica, costeggia il canale e arriva fino alla zona a nord dell’imbocco del porticciolo di Terre Rosse. Il secondo lotto doveva passare dentro al perimetro della fabbrica ed entrare fin dentro al porto e il terzo lotto, più breve, doveva attraversare l’area della Magona e arrivare a poggio Batteria.
Condizioni mutate. Ma adesso il disegno in tre lotti appare in parte datato, perché le condizioni sono mutate: «Il secondo lotto è quello più complicato, perché passa dentro alla fabbrica – spiega ancora Chiarei -. Ma con la cessione della Lucchini a Cevital, dobbiamo capire bene cosa interessa alla nuova società, insomma le condizioni industriali sono cambiate».
Al tempo stesso ci sono i lavori che l’Autorità portuale sta facendo per l’ampliamento del porto: «Hanno già realizzato una nuova viabilità nella zona con le banchine terminate da poco e quelle in arrivo. E saranno loro a fare le bretelle di collegamento fra il porto e la nuova 398. Queste opere, in origine, erano previste dentro al progetto Sat. Questa è l’altra novità che ci ha portato a prendere la decisione di rinunciare ai lotti 2 e 3 e concentrarci sul primo, andando a cercare i finanziamenti necessari».
Solo lotto 1. La scelta si è resa necessaria per rendere possibile l’opera. Ma, come spiega l’assessore, quel tratto di nuova 398 sarà più che sufficiente: «Di fatto con il lotto 1 si arriva già al porto che sta allargandosi a nord e con la nuova viabilità ci saranno tutti i collegamenti interni, compresa la zona dei traghetti. Anche il porto turistico della Chiusa è a nord. Insomma il primo lotto, con il progetto già pronto e approvato, è l’obiettivo a cui vogliamo arrivare».
Nuovi conti. Ma i soldi? Il progetto originario Sat per il primo lotto aveva un costo che si aggirava intorno ai 50 milioni di euro.
«Adesso stiamo rifacendo i conti - spiega ancora Chiarei –. E vogliamo avere un quadro economico chiaro entro la fine dell’anno per portarlo al tavolo con Regione e Ministero. Dai 50 milioni originari andrà tolto il costo delle opere che sta già realizzando l’autorità portuale. Inoltre la Regione aveva stanziato 20 milioni di euro per il lotto 2. Adesso che non lo facciamo più, contiamo di far transitare quei soldi sul lotto 1. Altri risparmi sono possibili all’interno del quadro delle bonifiche e con le modifiche in arrivo alla legge sulle terre di scavo. Insomma, sono mutate parecchio le condizioni, ci stiamo lavorando».
L’obiettivo, quindi, è arrivare al Ministero con numeri abbordabili e ottenere i milioni che mancano: «Abbiamo scritto al presidente della Regione Enrico Rossi e al sottosegretario Claudio De Vincenti chiedendo un tavolo sulla 398. La strada, decisiva per Piombino, è dentro all’Accordo di programma, perché ritenuta strategica. Vanno trovati i finanziamenti ma siamo convinti che, di fronte a questo nuovo piano economico, sia possibile arrivarci. C’è tutto il nostro impegno, sappiamo bene quanto sia importante per il rilancio della città».
@guifiorini
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